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VATICAN NEWS * «IL PAPA: INVESTIRE NELL’ISTRUZIONE DI POVERI E MIGRANTI PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE»

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21.55 - giovedì 25 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Papa: investire nell’istruzione di poveri e migranti per favorire l’integrazione

Nel suo discorso ai membri della “Association of Jesuit Colleges and Universities”, Leone XIV rileva una “tangibile e crescente fame di Dio” tra i giovani ed esorta gli atenei al confronto con i grandi pensatori del passato e del presente: così si può educare “con l’esempio, e non solo con la teoria”

Negli ambienti scolastici si impara e si cresce attraverso le storie. E spesso le esperienze e le prospettive che più arricchiscono non provengono dai percorsi più lineari, ma da chi quei luoghi di apprendimento li trova quasi sempre preclusi: immigrati, rifugiati, persone segnate dalla povertà. Papa Leone XIV, incontrando questa mattina, 25 giugno, i membri della Association of Jesuit Colleges and Universities, traccia la via per un investimento dalle enormi potenzialità: offrire alle categorie più svantaggiate la possibilità di “beneficiare di un percorso di studi avanzato”. Un gesto che non è solo inclusione, ma scambio reciproco di doni. Esse potranno così “integrarsi più pienamente nelle società nelle quali vivono oltre che ad arricchire la comunità degli studenti nel suo complesso”, composta da giovani nei quali si avverte una “tangibile e crescente fame di Dio”.

Le sfide dei “cambiamenti epocali” odierni

L’udienza si tiene nella Sala del Concistoro e affronta le numerose sfide degli attuali “cambiamenti epocali”. Una società, quella in cui operano le università, che il Papa descrive come sempre più secolarizzata, nella quale molti “cercano di eliminare ogni menzione di Dio dalla sfera pubblica e dalla cultura popolare”. La politica non risponde al grido degli emarginati, i giovani non sanno più sperare, l’ambiente naturale è degradato da interessi particolari e cresce la consapevolezza del possibile impatto dannoso dell’intelligenza artificiale. Un quadro complesso che, tuttavia, può essere affrontato attraverso l’applicazione delle quattro Preferenze apostoliche universali della Compagnia di Gesù, confermate da Papa Francesco nel 2019. Leone XIV le analizza alla luce delle sfide attuali dell’istruzione superiore.

Chi studia, cerca Dio

La prima, “indicare il cammino verso Dio mediante gli Esercizi spirituali e il discernimento”, si armonizza con l’impegno accademico, come già evidenziato dal Vescovo di Roma durante la visita pastorale all’università “Sapienza”.

Chi conduce ricerche, chi si dedica agli studi e chi cerca la verità, in definitiva sta cercando Dio, che se ne renda conto o meno.

È attraverso la comunità accademica, quindi, che i giovani possono dare risposta alla loro “crescente fame di Dio”, poiché molti di essi, come rimarcato durante la veglia di preghiera a Barcellona nel recente viaggio apostolico in Spagna, stanno riscoprendo la fede cristiana, talvolta dopo essersi allontanati da Dio.

In tal modo, i membri delle vostre comunità accademiche potrebbero riuscire ad avere un incontro personale con nostro Signore e cercare liberamente di servirlo nella loro vita quotidiana.

Offrire strumenti per il cambiamento

La seconda Preferenza, “camminare insieme ai poveri e agli esclusi del mondo”, si inserisce nell’ambito di un’istruzione che non può risparmiarsi sull’insegnamento delle ingiustizie subite da chi vive ai margini della società. Portarle alla luce significa offrire alle nuove generazioni strumenti efficaci per promuovere un cambiamento sistemico, fondato sulla solidarietà e sul bene comune.

È anche importante offrire agli immigrati, ai rifugiati e a quanti hanno uno status socioeconomico più basso opportunità per beneficiare di un percorso di studi avanzato. In tal modo, riusciranno a integrarsi più pienamente nelle società nelle quali vivono oltre che ad arricchire la comunità degli studenti nel suo complesso con le loro esperienze e prospettive diverse.

Alimentare lo slancio giovanile

La terza Preferenza, “accompagnare i giovani nella creazione di un futuro di speranza”, richiama il ruolo degli atenei nel coltivare l’idealismo e l’entusiasmo degli studenti, tipico degli inizi del loro percorso accademico. Questo slancio deve essere lasciato libero di fiorire attraverso il confronto critico con il pensiero di grandi studiosi del passato e del presente, per “portare un senso di speranza e la promessa di ciò che potrebbe cambiare in meglio”.

Vi invito a continuare a promuovere quel senso di speranza tra i membri delle vostre comunità attraverso opportunità di dialogo, servizio e preghiera, ricordando sempre che la risurrezione di Cristo è la fonte ultima della nostra speranza e che con Lui tutto è possibile.

Preservare ambiente e umanità

Infine, il quarto valore, la collaborazione nella cura del creato. Il Pontefice incoraggia a perseverare in questa direzione, costruendo comunità che siano esempi di sostenibilità ecologica, semplicità e gratitudine per i doni di Dio, educando attraverso l’esempio oltre che con l’insegnamento teorico. A tutto ciò si aggiunge un’ultima riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale, che, come indicato nell’enciclica Magnifica humanitas, apre orizzonti nuovi e ancora in parte imprevedibili. Le università hanno quindi il compito cruciale di affrontarne la natura ambivalente, rilanciando i principi della Dottrina sociale della Chiesa, affinché restino “aderenti all’oggi ed efficaci” di fronte alla rivoluzione digitale.

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