(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)
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Le associazioni datoriali Unimpresa, Uniap, Assidal e Aifecs e le organizzazioni sindacali dei lavoratori Confail e Ciu-Unionquadri hanno sottoscritto a Roma un nuovo accordo interconfederale che recepisce le innovazioni introdotte dal decreto lavoro 62 del 30 aprile 2026 e dal decreto legislativo 96/2026. L’intesa rafforza il ruolo della contrattazione collettiva quale strumento fondamentale per garantire il cosiddetto “salario giusto”, contrastare il dumping contrattuale e promuovere maggiore trasparenza nelle politiche retributive aziendali. Il documento è stato trasmesso, ieri, al ministero del Lavoro e al Cnel.
L’intesa rappresenta un aggiornamento del percorso avviato con il precedente accordo interconfederale del 2021 e si inserisce nel nuovo quadro normativo che attribuisce alla contrattazione collettiva una funzione centrale nella determinazione del trattamento economico dei lavoratori, in coerenza con l’articolo 36 della Costituzione. Nel preambolo dell’accordo, le parti ribadiscono che il rilancio della contrattazione nazionale costituisce uno strumento essenziale per favorire la crescita dell’occupazione, l’aumento della produttività, il rafforzamento della competitività del sistema produttivo e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Allo stesso tempo viene riaffermata la necessità di contrastare il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata, considerati una delle principali cause di dumping contrattuale e di concorrenza sleale tra imprese. Cuore dell’accordo è il recepimento del principio del Trattamento Economico Complessivo (TEC) introdotto dal Decreto Lavoro.
Le organizzazioni firmatarie si impegnano infatti ad applicare, nei futuri contratti collettivi nazionali sottoscritti tra le parti, un trattamento economico che non si limiti al solo minimo tabellare, ma comprenda anche gli scatti di anzianità, le mensilità aggiuntive e tutte le indennità contrattuali fisse e continuative riconosciute al lavoratore in relazione all’ordinario svolgimento dell’attività lavorativa. Ampio spazio viene dedicato anche alla trasparenza retributiva e alla parità di genere, in attuazione del decreto legislativo n. 96 del 2026 che recepisce la direttiva europea 2023/970.
Le parti sottolineano l’importanza della piena applicazione delle nuove disposizioni e invitano i datori di lavoro, nei casi previsti dalla legge, a rendere accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per determinare le retribuzioni e le progressioni economiche, favorendo così sistemi salariali più trasparenti, verificabili e orientati all’equità. Con la firma dell’accordo, le organizzazioni aderenti confermano la volontà di valorizzare la contrattazione collettiva come strumento di regolazione del mercato del lavoro, di tutela dei lavoratori e di sostegno alla competitività delle imprese, nel rispetto dei principi costituzionali e delle più recenti disposizioni legislative in materia di salario, rappresentanza e trasparenza delle retribuzioni.
