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UNIMPRESA * INSICUREZZA URBANA: «GENERA UN COSTO DI 25 MILIARDI L’ANNO, PARI ALL’1,2% DEL PIL NAZIONALE»

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09.08 - venerdì 21 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La sicurezza non è solo un tema sociale, ma un fattore determinante per lo sviluppo economico. L’insicurezza urbana, economica e digitale genera un costo complessivo superiore ai 25 miliardi di euro l’anno, pari a circa l’1,2% del Pil nazionale. Le imprese italiane spendono oltre 6 miliardi di euro per sistemi di sorveglianza e protezione, mentre le aree con più alta criminalità registrano investimenti privati inferiori del 14% rispetto alle zone considerate più sicure. In queste stesse aree, il costo del credito risulta fino a 0,8 punti percentuali più elevato, a causa del maggior rischio percepito da banche e assicurazioni. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui l’economia illegale e sommersa, stimata in circa 190 miliardi di euro l’anno, incide negativamente sulla concorrenza e sulla produttività, sottraendo risorse allo Stato e penalizzando le imprese regolari.

Esiste una correlazione diretta tra sicurezza, occupazione e sviluppo: nelle province con minore criminalità, il tasso di occupazione è in media più alto di 6 punti percentuali rispetto a quelle a rischio. L’analisi evidenzia inoltre il peso crescente della sicurezza digitale: nel 2024 si sono registrati oltre 400mila attacchi informatici a danno di aziende italiane, per un danno economico stimato in 10 miliardi di euro. Sicurezza e legalità devono essere considerate infrastrutture immateriali della crescita, capaci di rafforzare la fiducia, attrarre investimenti e garantire uno sviluppo stabile e duraturo per l’intero sistema produttivo. «La sicurezza non è solo una condizione di libertà. È un motore economico: trasforma la fiducia in sviluppo e la legalità in prosperità. La fiducia è la prima infrastruttura dello sviluppo: senza legalità, le imprese non investono, il credito costa di più, i capitali fuggono.

La sicurezza economica – prosegue Longobardi – è fatta di ordine, controlli efficaci e certezza del diritto. Dove prosperano illegalità, evasione o lavoro nero, la concorrenza leale viene distrutta e le aziende sane pagano due volte. Lo Stato deve considerare la sicurezza come una politica industriale, non solo come una funzione repressiva. Proteggere i dati e il lavoro digitale è oggi indispensabile come presidiare il territorio. La sicurezza fisica e quella informatica devono diventare un’unica strategia nazionale. La crescita nasce dalla fiducia. La sicurezza è il cemento della convivenza civile e dell’economia: senza fiducia nelle regole, nessuna impresa investe, nessun cittadino consuma e nessuna comunità prospera» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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