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SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE) * STATI GENERALI “NORD-OVEST CHIAMA ITALIA“: «MAMBRETTI RIMETTE LA PERSONA AL CENTRO, CONTRO LA LA DISSOLUZIONE LIQUIDA DI POLITICA E SOCIETÀ (30/5 – 15.00)»

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10.49 - lunedì 4 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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STATI GENERALI “NORD-OVEST CHIAMA ITALIA” — Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): “Contributo prof. Mambretti: rimettere la Persona al centro, contro la dissoluzione liquida di politica e società. Cristianesimo forza storica generatrice di libertà e coscienza morale”.

Castello Sforzini di Castellar Ponzano —
«Il contributo del professor Mambretti agli Stati Generali del 30 maggio segna un passaggio di livello nel dibattito culturale e politico che stiamo costruendo. Non siamo di fronte a un intervento accademico, ma a una vera e propria architettura di pensiero, capace di incidere sulla realtà».
Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale, proprietario del Castello di Castellar Ponzano e presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale – think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.

«Mambretti — prosegue Sforzini — parte da una diagnosi che molti percepiscono ma pochi hanno il coraggio di formulare con chiarezza: viviamo in una società “liquida”, dove perfino chiamare le cose con il loro nome diventa difficile, quasi vietato. Una società che produce insicurezza, solitudine e perdita di identità, nonostante l’illusione di connessione permanente».

«Ma il punto decisivo è un altro: Mambretti non si limita alla critica. Indica una via. E questa via passa da un ritorno all’essenziale — ontologia, etica, diritto — fondati sulla nostra Storia. È una proposta radicale, nel senso più alto del termine: tornare alle radici per costruire il futuro».

Secondo il Centro Studi Rinascimento Nazionale, uno dei passaggi più forti dell’intervento è il rifiuto della confusione contemporanea tra diritti e desideri, e la denuncia di una deriva culturale in cui tutto diventa lecito se corrisponde a una pulsione individuale.
«Qui — sottolinea Sforzini — si apre un terreno politico enorme. Perché se il diritto si sgancia dalla storia e dalla responsabilità, diventa arbitrio. E una società fondata sull’arbitrio è destinata alla disgregazione».

Altro punto centrale del contributo di Mambretti è la rilettura del cristianesimo non come strumento identitario o ideologico, ma come forza storica generatrice di libertà e coscienza morale.
«È un passaggio di grande profondità — afferma Sforzini — perché restituisce al dibattito pubblico una dimensione che oggi è completamente rimossa: quella della formazione interiore dell’uomo. Senza questa dimensione, la politica si riduce a gestione tecnica o propaganda».

Il contributo affronta poi con taglio concreto anche temi apparentemente tecnici, come la gestione del territorio e il rischio idrogeologico, smontando la narrazione dell’“emergenza eccezionale” e riportando la responsabilità su scelte politiche e amministrative precise.
«Quando Mambretti ricorda che in Italia si verificano circa cento eventi franosi o alluvionali ogni anno, e che oltre il 90% dei comuni è a rischio, ci sta dicendo una cosa semplice e devastante: non è il destino, non è il clima, è responsabilità umana e politica».

«E qui — aggiunge Sforzini — emerge un altro punto di rottura: il superamento dell’alibi. Non esiste il “ce lo chiede l’Europa”, non esiste il “lo impone il mercato”. Esistono decisioni, nomi, responsabilità. E queste devono tornare al centro del dibattito pubblico».

Il Centro Studi sottolinea inoltre come il contributo del professor Mambretti individui con precisione uno dei mali più profondi del sistema politico italiano: la divisività sterile, alimentata da personalismi, polarizzazione e ricerca del consenso immediato.
«La politica italiana — conclude Sforzini — è diventata un’arena di conflitto permanente, incapace di costruire. Il lavoro che stiamo facendo al Castello di Castellar Ponzano va nella direzione opposta: prima il pensiero, poi l’azione. Prima la visione, poi il consenso».

«Per questo il contributo del professor Mambretti non è solo un intervento: è un invito. Un invito a uscire dalla superficialità del dibattito pubblico e a tornare a costruire, seriamente, una nuova classe dirigente. Il 30 maggio non sarà un evento. Sarà un punto di inizio».

L’intervento completo a queto link:

STATI GENERALI “NORD-OVEST CHIAMA ITALIA” — Prof. Mambretti: “Rimettere la Persona al centro”

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