(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Non è più tempo per gli indecisi. Oggi sono intervenuto in Senato dopo l’informativa del Ministro Crosetto. Ho ritenuto necessario spiegare con chiarezza perché la posizione del Governo sul sostegno all’Ucraina sta cambiando in modo preoccupante.
Da ormai quattro anni l’Ucraina resiste all’aggressione russa. Lo fa pagando un prezzo altissimo, ma lo fa anche garantendo la sicurezza dell’Europa. Per questo ho sempre ritenuto – e continuo a ritenere – che il sostegno italiano non sia una concessione, ma un interesse strategico nostro.
Il problema è che oggi l’Italia sta facendo meno di quanto potrebbe e meno di quanto fanno i principali Paesi europei. Siamo scesi al nono posto per aiuti bilaterali. Nel 2025 abbiamo ridotto il sostegno rispetto agli anni precedenti, mentre Germania, Francia e Regno Unito lo hanno aumentato in modo significativo per compensare il disimpegno americano.
Non abbiamo aderito al piano PURL per l’acquisto di armamenti destinati all’Ucraina. Abbiamo rifiutato l’invio di ulteriori Eurofighter per la sorveglianza dei cieli polacchi. Abbiamo contribuito a bloccare l’utilizzo degli asset russi congelati per finanziare il sostegno a Kyiv. Tutte scelte che, prese insieme, indicano una linea politica più ambigua e meno allineata a quella europea.
A questo si aggiunge un cambio di tono sul piano diplomatico. Per questo ieri ho pubblicamente chiesto alla Presidente del Consiglio (QUI il link) quale fosse il senso di un messaggio di sostegno a Viktor Orbán, che oggi rappresenta una posizione sistematicamente ostile all’unità europea sul dossier ucraino (e non solo). Anche questi segnali contano.
Il cambiamento della linea italiana dall’arrivo di Trump è palpabile. Lo si è visto anche dalle vere e proprie acrobazie lessicali fatte nel testo del decreto sul sostegno all’Ucraina per evitare persino l’uso della parola “militare”. Tutto pur di non infastidire l’alleato Salvini.
Non si può continuare a parlare di minaccia russa e, allo stesso tempo, evitare di fare scelte conseguenti. Se la Russia rappresenta un rischio per la sicurezza europea, allora servono investimenti nella difesa, una politica estera coerente e un ruolo attivo nella costruzione di una vera difesa comune europea. Oggi l’Italia, purtroppo, non è nel gruppo di testa dei Paesi che stanno andando in questa direzione.
Azione ha sempre sostenuto gli impegni internazionali dell’Italia, ha votato i decreti per l’Ucraina e ha chiesto un rafforzamento della difesa europea. Continueremo a farlo, ma non possiamo far finta che tutto vada bene quando i segnali vanno in un’altra direzione.
Questo tema non riguarda solo l’Ucraina. Riguarda il modo in cui l’Italia affronta le grandi crisi internazionali. Quanto sta accadendo in Iran è un altro esempio di una situazione che richiederebbe una posizione più netta e più responsabile, a tutela soprattutto delle libertà e dei diritti umani.
Per questo sabato 17 gennaio aderiremo alla manifestazione sull’Iran, per ribadire che l’Italia e l’Europa non possono permettersi ambiguità quando sono in gioco libertà, sicurezza e diritto internazionale.
Il corteo partirà alle ore 10:00 con partenza da Piazzale Ugo La Malfa per arrivare e ritrovarsi poi a Piazzale Ostiense.
Pur sapendo che la grande sfida di questa fase storica riguarda innanzitutto il posizionamento e l’agito sullo scenario internazionale, non si può non evidenziare che anche sul fronte interno il quadro è preoccupante.
Sicurezza e crescita sono oggi le principali emergenze del Paese, eppure su entrambi questi temi il Governo non sta facendo passi avanti significativi. Anzi, dopo gli slogan da campagna elettorale, il nulla. Abbiamo comunque avanzato proposte concrete, le quali continuano a rimanere senza risposta. Allo stesso tempo, va detto con chiarezza che nemmeno l’attuale sinistra offre un’alternativa credibile da nessun punto di vista.
Per questo lanceremo una convention liberale, con l’obiettivo di costruire un’alternativa seria a questa destra e a questa sinistra: riformista, europeista, atlantica, capace di fare scelte chiare e di assumersene la responsabilità.
Il tempo per gli indecisi è finito.
