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PROCURA REPUBBLICA – PRATO * STRUTTURA CARCERARIA LA DOGAIA: «5 EPISODI DI VIOLENZA, TRA NOVEMBRE 2025 E GENNAIO 2026»

Scritto da
10.46 - lunedì 26 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si dirama il seguente comunicato atteso l’interesse pubblico sussistente sui fatti, consistente nel far conoscere la situazione di illegalità che continua a caratterizzare la struttura carceraria La Dogaia di Prato. La recrudescenza criminosa in seno alla struttura carceraria pratese Successivamente ai proficui interventi repressivi del giugno e del novembre 2025, adottati su iniziativa di quest’ufficio, si è registrata una recrudescenza criminosa in seno alla struttura La Dogaia di Prato, Si segnala, al riguardo, che sabato 24 gennaio 2026 si è verificata una brutale aggressione nei confronti di un cittadino marocchino di venticinque anni, avvenuta all’interno della camera di detenzione, verosimilmente da parte di altro detenuto e correlata a violenza sessuale.

La vittima ha riportato lesioni gravi giudicate guaribili, sulla base di una prima prognosi, di trenta giorni. Similmente, il 16 gennaio scorso si è registrata un’ulteriore azione violenta nei confronti di altro detenuto italiano di ventisette anni, funzionale alla commissione di violenza sessuale. Il 22 dicembre 2025 un detenuto, nato in Brasile di vent’anni è stato oggetto di aggressione fisica da parte di altro detenuto, attuatasi con violenza consistita nel graffiarlo al volto e al braccio sinistro con un pezzo di legno su mandato di altro detenuto.

E, ancora, il 29 novembre 2025 si è assistito all’uso di violenza gratuita da parte di un appartenente alla polizia penitenziaria ai danni di un detenuto presente in infermeria. Si assiste a denunce di inadeguata protezione del personale sanitario che accede dall’esterno per prestare la propria opera professionale allorché vengono a contatto con detenuti. La presunzione di non colpevolezza Si rappresenta che la responsabilità dei soggetti indagati dovranno essere vagliate nelle successive fasi dei procedimenti. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.

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Il Procuratore della Repubblica

Luca Tescaroli

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