(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’individuazione dello specifico interesse pubblico alla divulgazione delle notizie Per la particolare rilevanza dei fatti sussiste specifico interesse pubblico alla divulgazione del seguente comunicato, interesse che si ravvisa nell’esigenza di far conoscere alla collettività l’impegno continuo degli inquirenti e delle forze dell’ordine nel contrastare le condotte proiettate a porre in pericolo la salute dei pazienti e la libertà sessuale degli individui. L’applicazione di misure cautelari nei confronti di un soggetto non qualificato professionalmente impegnato in attività medica abusivamente esercitata Il Giudice per le Indagini Preliminari di Prato, in aderenza a quanto richiesto da quest’ufficio, ha emesso ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo dell’età di cinquantatré anni, ex guardia giurata, impegnato nelle pratiche della idrocolonterapia (lavaggio del colon con apparecchio dedicato) in uno studio medico gestito dalla moglie, esercente attività medica endoscopista, nella città di Prato.
Gli esiti investigativi hanno consentito di far emergere l’esercizio abusivo dell’attività medica nello studio ubicato in via del Castagno, n. 90, nel cuore della cittadina pratese, da parte del soggetto attinto dal provvedimento restrittivo, che risulterebbe aver consumato condotte di violenza sessuale in pregiudizio di almeno tre pazienti di sesso femminile, una delle quali ha trovato il coraggio di denunciare gli abusi patiti. La pratica invasiva della idrocolonterapia è stata pubblicizzata dalla titolare dello studio sui social network, come una pratica medica, che comporta rischi di perforazione del colon, utilizzata per ripulire dalle scorie il colon per dare beneficio a pazienti con patologie gastrointestinali.
L’ufficio procede per i reati di esercizio abusivo della professione medica e violenza sessuale nei confronti dal soggetto attinto dalla misura e per il delitto di esercizio abusivo della professione nei confronti della titolare dello studio, per aver determinato e diretto l’attività di chi ha concorso nell’attività abusiva, al quale ha indirizzato i pazienti. Durante l’esecuzione del provvedimento cautelare e le relative attività di perquisizione disposte da quest’ufficio, sono emerse le precarie condizioni igienico-sanitarie dello studio medico teatro delle presunte condotte illegittime, che sono tutt’ora la vaglio del locale Ufficio di Igiene e sanità pubblica della Usl Toscana Centro. Nella stanza in cui si somministrava il trattamento invasivo, infatti, sono state rinvenute delle sonde ancora da utilizzare a ridosso di un bidone della spazzatura.
Le indagini si sono nutrite del prezioso e qualificato apporto della Squadra Mobile di Prato che ancora una volta ha prestato un supporto significativo all’indagine coordinata da quest’ufficio. Si invitano i pazienti che hanno subito abusi sessuali o comportamenti prevaricatori a denunciare a quest’ufficio o alla Squadra Mobile. La presunzione di non colpevolezza Si rappresenta che le responsabilità degli indagati, ivi compreso del destinatario del provvedimento cautelare, dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato. Si autorizza la divulgazione delle immagini relative alla esecuzione del provvedimento cautelare, con il necessario rispetto della dignità delle persone coinvolte. Manda la segreteria per la trasmissione del presente comunicato al Signor Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Firenze. Prato, 4 dicembre 2025. Il Procuratore della Repubblica
