(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’escalation militare nel Golfo Persico e l’interruzione dei transiti attraverso lo stretto di Hormuz stanno già producendo effetti pesantissimi sui mercati energetici internazionali, con un fortissimo aumento delle quotazioni del petrolio e del gas.
Siamo di fronte a un passaggio estremamente delicato. Se la crisi dovesse protrarsi, il rischio concreto è quello di una nuova, drammatica impennata dei prezzi del gas, dell’elettricità e dei carburanti, con conseguenze dirette su famiglie e imprese italiane, già provate da anni di instabilità energetica e inflazione.
In questo scenario, il decreto bollette varato dal governo appare chiaramente superato dai fatti e del tutto inadeguato rispetto alla gravità della situazione che si sta delineando. Misure frammentarie e temporanee non sono sufficienti ad affrontare uno shock di questa portata.
È essenziale che il governo riferisca immediatamente in Parlamento, spiegando quali iniziative intenda assumere per mettere in sicurezza il Paese: quali strumenti di protezione per i redditi delle famiglie, quali interventi a sostegno delle imprese e delle filiere più esposte, quali azioni per rafforzare le scorte e calmierare i prezzi.
Non possiamo permetterci ritardi né sottovalutazioni. Serve trasparenza, serve una strategia chiara, serve un piano straordinario per fronteggiare una possibile nuova crisi energetica. L’Italia non può farsi trovare impreparata.
