
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Pd: alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, prima Festa nazionale delle Democratiche
“E’ con emozione e senso di responsabilità che presentiamo oggi la prima Festa nazionale delle Democratiche, dentro la cornice della Festa nazionale de l’Unità di Reggio Emilia, città di Nilde Iotti prima donna Presidente della Camera.
Quest’anno ricordiamo tre anniversari che parlano alla nostra identità collettiva: gli 80 anni dalla Liberazione; gli 80 anni delle Feste dell’Unità; gli 80 anni dal voto alle donne, quando le nostre madri e nonne hanno conquistato la cittadinanza piena, aprendo la strada alla partecipazione politica femminile.
La nostra Festa non è dunque una celebrazione rituale, ma un laboratorio politico femminista. Si affrontano nodi decisivi del nostro tempo: la democrazia, la salute delle donne, il lavoro femminile, pari opportunità e Costituzione; la grande questione della violenza di genere: dentro e fuori le mura, nei tribunali, nelle relazioni, ma anche e sempre più nello spazio digitale. Non possiamo tacere di fronte agli episodi che hanno occupato le cronache, dal gruppo Facebook “Mia Moglie” al sito “Phica.net”, che ci hanno ricordato quanto la violenza digitale sia già oggi una violazione profonda delle donne, della loro dignità e libertà.
In questa Festa c’è anche un respiro internazionale. Guardiamo al mondo in fiamme, ai conflitti dimenticati, a Gaza. Le donne democratiche dicono con forza che la pace è l’orizzonte politico più alto, e che la politica deve farsi carico di un impegno più serio e più coraggioso per fermare i massacri e aprire spazi di dialogo.
Noi vogliamo un PD coerente con la sua ambizione di essere un partito femminista, capace di mettere al centro i saperi, le esperienze e le lotte delle donne. In un tempo in cui le destre al governo riportano indietro l’orologio dei diritti, noi diciamo che l’alternativa esiste ed è fondata sulla giustizia sociale, sull’eguaglianza di genere e sulla libertà femminile come misura della democrazia. Perché unite siamo tutto, e perché questa Festa vuole essere non solo un luogo di discussione, ma un atto di resistenza e di costruzione. La resistenza di chi non si rassegna a un presente fatto di diseguaglianze e violenze, e la costruzione di un futuro in cui la libertà delle donne sia finalmente piena.
Così Roberta Mori, Portavoce della Conferenza nazionale delle Donne Democratiche.
