News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS ITALIA

OPENPOLIS * ESECUTIVI: «38 DECRETI I LEGGE DEL GOVERNO MELONI, APPROVÀTI CON DOPPIO VOTO DI FIDUCIA»

Scritto da
11.17 - sabato 21 giugno 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///

LINK

Quello sulla sicurezza è l’ultimo decreto in ordine di tempo approvato dal parlamento dopo un doppio voto di fiducia. Il governo Meloni ha emanato 98 decreti Legge dal suo insediamento. Ne produce mediamente allo stesso ritmo degli esecutivi che hanno affrontato la pandemia. Il 37% delle leggi approvate sono conversioni di decreti. È il dato più alto dal 1996 a oggi.
I temi più rilevanti sono quasi sempre affrontati per decreto. Le leggi ordinarie trattano principalmente temi tecnici o comunque non particolarmente politicizzati. Il governo Meloni pone in media 2,9 questioni di fiducia al mese.

Nelle ultime settimane il dibattito pubblico si è concentrato, fra le altre cose, sulle questioni legate al referendum sul lavoro e la cittadinanza. Un altro tema molto dibattuto tuttavia è quello legato all’approvazione del cosiddetto decreto sicurezza. Un provvedimento contenente alcune misure controverse (che peraltro aveva iniziato il suo percorso come disegno di Legge ordinario per poi essere trasformato in decreto) su cui il governo ha posto la questione di fiducia in entrambi i rami del parlamento, sterilizzando così la discussione in aula.

La pratica di adottare decreti Legge (Dl) non solo per affrontare situazioni emergenziali ma anche per trattare tematiche potenzialmente divisive e di porre poi la fiducia non è certo nuova. Tuttavia, con l’attuale esecutivo tale prassi sta raggiungendo numeri ragguardevoli.

Sono 38 i decreti Legge del governo Meloni approvati con doppio voto di fiducia. Tale dinamica ridimensiona in maniera significativa il ruolo del parlamento. Fondamentalmente infatti i provvedimenti più rilevanti sono adottati in larga parte su iniziativa dell’esecutivo per mezzo dei decreti. Quest’ultimo poi chiama a raccolta la maggioranza che lo sostiene affinché voti compatta in aula.

Altro elemento spesso sottovalutato riguarda il fatto che i decreti Legge devono essere convertiti dalle camere entro 60 giorni. Quando si accumula un numero eccessivo di Dl da convertire diventa fisiologico il ricorso alla fiducia per evitare che questi decadano. Questo però non solo limita la capacità di intervento del parlamento nel processo legislativo ma anche del tempo e dello spazio necessari al dibattito pubblico. In questo modo diventa difficile per la società comprendere, valutare e discutere davvero le scelte politiche che la riguardano.

 

Il ricorso ai decreti Legge
Dal suo insediamento a palazzo Chigi il governo guidato da Giorgia Meloni ha emanato in totale 98 decreti Legge. In termini assoluti si tratta del valore più alto considerando gli esecutivi che si sono succeduti nelle ultime 4 legislature.

 

 

Naturalmente bisogna tenere presente che i vari governi hanno avuto durate diverse. Nello specifico l’attuale esecutivo è il terzo più longevo, al momento, dopo i governi Berlusconi IV e Renzi. È quindi molto più interessante andare a valutare la media di Dl pubblicati al mese da ogni governo.

Da questo punto di vista possiamo osservare che i governi Draghi e Conte II riportano il valore più alto con una media di 3,07 decreti Legge al mese. L’esecutivo Meloni (3,05 Dl al mese) si colloca subito dopo con un valore sostanzialmente identico a quello dei due governi che hanno dovuto fronteggiare le fasi più acute della pandemia. Nonostante siano passati più di 3 anni dalla fine dello stato di emergenza Covid quindi la frequenza nel ricorso ai decreti è sempre la stessa.

 

Il governo Meloni pubblica in media 3 decreti Legge al mese. Il ricorso ai decreti Legge fatto dai governi delle ultime 4 legislature (2008-2025)

 

 

 

Leggi ordinarie e decreti
Un ricorso sempre più frequente ai decreti legge emerge abbastanza chiaramente facendo un confronto di lungo periodo. Da questo punto di vista sono molto interessanti le statistiche sull’attività legislativa messe a disposizione dal senato. Queste infatti forniscono dati aggregati per legislatura e ci consentono di tornare indietro fino al 1996.

In particolare, dall’ottobre 2022 a oggi, possiamo osservare che le leggi entrate in vigore in totale risultano essere 211. Tra queste, 85 sono di natura ordinaria, 78 sono conversioni decreti legge, 40 ratifiche di trattati internazionali, 7 legate al bilancio dello stato e 1 costituzionale. La quota di conversioni è stata quindi pari al 37% circa. Si tratta del valore più alto nel periodo compreso tra il 1996 e il 2025. Il secondo dato più elevato è quello della XVIII legislatura con il 33,3% (105 conversioni a fronte di 315 leggi totali) mentre il terzo è quello della XIV legislatura con il 29,2% (200 conversioni a fronte di 686 leggi totali).

Chiaramente, considerando che il confronto è sull’intera legislatura non si tratta tanto di attribuire responsabilità politiche quanto di rimarcare una tendenza. È abbastanza evidente infatti che negli ultimi anni c’è stata una forte accelerazione. E, come già detto, se i valori della XVIII legislatura sono stati evidentemente influenzati dal Covid, dall’altro la pandemia ha avuto un impatto tutto sommato contenuto per quanto riguarda la legislatura attualmente in corso.

 

 

 

 

Categoria news:
OPINIONEWS ITALIA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.