(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Anni 2023-2025. Pil e indebitamento AP. Prodotto interno lordo, indebitamento netto e saldo primario delle Amministrazioni pubbliche
Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,5%.
Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.
Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.
L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024.
Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024).
Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo sviluppo è stato stimolato dal contributo della domanda nazionale al netto delle scorte (+1,5 punti percentuali), mentre sono stati negativi sia il contributo della domanda estera netta (-0,7 punti) sia quello della variazione delle scorte (-0,2 punti). Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite nel complesso dell’industria (+0,8%) e nei servizi (+0,3%).
La crescita dell’attività produttiva si è accompagnata a una espansione delle unità di lavoro totali (+1,3%) e dei redditi da lavoro dipendente (+3,8%).
Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil ha registrato un miglioramento rispetto al 2024, attestandosi a -3,1%. Anche il saldo primario è migliorato, passando da +0,5% a +0,7%. La pressione fiscale è aumentata di 0,7 punti percentuali. La spesa per interessi è cresciuta dell’1,9%.
