(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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LE PERSONE SENZA DIMORA: IL CONTEGGIO NEI 14 COMUNI CENTRO DI AREA METROPOLITANA.Primi risultati gennaio 2026.
La rilevazione sulle persone senza dimora nei 14 Comuni Centro di Area Metropolitana (CCAM) è stata promossa e coordinata dall’Istat in collaborazione con la fio.PSD-ETS (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora), che si è occupata del reclutamento e dell’organizzazione della rete dei rilevatori. Sono state coinvolte nella rilevazione anche le amministrazioni comunali che hanno offerto supporto logistico, collaborando alla mappatura delle aree di rilevazione e delle strutture di accoglienza notturna, e hanno garantito la sicurezza durante le operazioni di conteggio.
L’indagine si colloca nell’ambito della più ampia strategia del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni e si propone di rilevare e monitorare la grave marginalità adulta, con la produzione di dati affidabili, comparabili e metodologicamente coerenti con gli standard internazionali.
Per conseguire gli obiettivi prefissati, l’impianto metodologico è stato articolato in due fasi integrate e sequenziali: un conteggio delle persone senza dimora (condotto il 26 gennaio 2026), seguito da una rilevazione campionaria di approfondimento tematico basata su interviste dirette (condotte il 28 e 29 gennaio).
La presente Nota diffonde i risultati ottenuti con la prima fase e, in particolare, la stima del numero delle persone che nella notte del 26 gennaio 2026 vivevano in strada, in sistemazioni di fortuna o erano ospiti delle strutture di accoglienza notturna (da ora in avanti persone senza dimora) .
Per il conteggio è stato utilizzato l’approccio Point in Time (cfr. glossario), basato sulla rilevazione diretta – nella stessa notte per tutti i 14 CCAM coinvolti – delle persone senza dimora. Le 14 città interessate dalla rilevazione sono Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.
I dati diffusi con la presente nota, per metodologia e copertura territoriale, non sono comparabili con quanto diffuso dall’Istat in precedenti ricerche e indagini sulla popolazione senza dimora.
Principali risultati
Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate il 26 gennaio 2026 nei 14 CCAM è pari a 10.037 individui (Prospetto 1).
Tra questi, 5.563 persone (55,4 per cento) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna.
Le ulteriori 4.474 persone (44,6 per cento) sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna (da ora in avanti semplicemente in strada).
Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada).
Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).
Le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura risultano essere 1.189, rappresentando il 21,4 per cento; in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75 per cento dei casi conteggiati e tra questi circa il 12 per cento è rappresentato da donne.
Nelle strutture di accoglienza notturna le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano
il 70,5 per cento dei casi con nazionalità individuata.
I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3 per cento (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4 per cento (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6 per cento dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2 per cento).
La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (pari a 6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada (10.037 persone), seppur con differenze rilevanti tra i Comuni.
Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1 per cento); seguono Milano (16,4 per cento), Torino (10,3 per cento) e Napoli (10,3 per cento). Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6 per cento del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore (Figura 1), raggiungendo il valore minimo a Messina (19,4 per cento); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9 per cento), a Firenze (59,0 per cento) e a Napoli (55,0 per cento).
Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei Comuni considerati. Va tuttavia precisato che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare.


IL CONTEGGIO NELLE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA NOTTURNA
La lista di partenza e la capienza dichiarata
L’Istat ha acquisito, per il tramite delle amministrazioni comunali coinvolte, la lista delle strutture che ospitano persone senza dimora. Il perimetro è stato circoscritto alle strutture emergenziali di primo livello, cioè alle strutture che accolgono le persone che, prima di essere ospitate, dormivano in strada o in sistemazioni di fortuna; sono state incluse anche le strutture di carattere informale (per esempio i letti nelle parrocchie) e le strutture gestite dal privato sociale. Sono state invece escluse le ospitalità in Housing First e Housing Led .
Per le strutture coinvolte nella rilevazione (nel Prospetto 2 è riportato il numero per ciascun Comune) è stata rilevata la capienza (il numero dei posti letto disponibili) e il numero di ospiti presenti in struttura nella notte del 26 gennaio 2026. In totale la rilevazione è stata effettuata su 217 strutture, per un totale di 6.678 posti letto. Per ulteriori caratteristiche delle strutture di accoglienza notturna si veda il Box di approfondimento a pag. 5.
La capienza media, pari a 30,8 posti per struttura, è sintesi delle diverse dimensioni: nove strutture hanno un numero di posti letto superiore a 100, mentre le altre sono decisamente più piccole, arrivando anche a una dimensione massima di appena tre persone.
La numerosità e la dimensione delle strutture variano in maniera marcata sul territorio (Prospetto 2): si passa da una capienza media che supera le 50 persone per Milano a valori inferiori a 20 persone nel caso di Genova, Cagliari, Catania e Reggio Calabria. La capienza media è elevata anche a Palermo e Firenze, mentre a Roma, dove si registra il più elevato numero di strutture, la capienza è mediamente più bassa (29,5 ospiti).
Va tuttavia sottolineato come la capienza delle strutture, in termini di posti letto per l’accoglienza di primo livello, può variare, aumentando nelle situazioni di emergenza, sia climatica sia di altro tipo, o diminuendo per effetto di interventi di manutenzione/ristrutturazioni di aree della struttura o a seguito dell’ospitalità a persone non rientranti nel target dell’indagine, come ad esempio minori o individui già inseriti in particolari percorsi di reinserimento sociale. Tenendo conto della possibile “elasticità” della capienza, i posti disponibili, nella notte del 26 gennaio, risultano essere occupati, escludendo quelli occupati dai minori, in oltre l’80 per cento dei casi (83,3 per cento). Un caso particolare riguarda il Comune di Cagliari, nel quale il numero di ospiti supera quello dei posti disponibili per effetto dei letti aggiuntivi predisposti per rispondere a una specifica emergenza.

Il dato sulla capienza fornisce dunque un riferimento di ordine generale, restituendo un’informazione circa la capacità, nelle diverse città, di offrire risposte emergenziali a chi dorme in strada o in sistemazioni di fortuna (Figura 2).

