(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Roma, 30 gen. – “La Pac 2028–2034 non può essere un salto nel buio. Può rappresentare una svolta positiva per le nostre imprese solo se saprà coniugare equità, sostenibilità e competitività, mantenendo una forte identità comune. Senza garanzie precise sulle risorse e sulla reciprocità, rischiamo di allontanare definitivamente chi lavora la terra dalle istituzioni europee”.
Lo ha dichiarato il Senatore Giorgio Maria Bergesio, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive e Responsabile Settore Agricoltura della Lega, intervenendo oggi al convegno “Agricoltura: Nuove Tendenze, Nuovi Mercati – Luci e Ombre” presso l’Enoteca Italiana di Siena.
La giornata senese ha visto un momento di dialogo concreto presso il Bastione San Filippo, promosso dal Dipartimento Agricoltura, Filiera Agroalimentare e Cibo, con la partecipazione di istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore.
L’iniziativa, organizzata da Rosanna Zari, Responsabile regionale Toscana del Dipartimento Agricoltura, ha favorito un confronto serrato sulle sfide cruciali per il comparto: dalla PAC post 2027 alle nuove opportunità di mercato, fino al tema vitale del ricambio generazionale e alla tutela delle eccellenze locali.
Nel corso del suo intervento, Bergesio ha analizzato il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE, evidenziando le criticità di una riforma che rischia di penalizzare il settore primario italiano. Il Senatore ha espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di una riduzione reale dei fondi: “È inaccettabile chiedere ai nostri produttori sforzi sempre maggiori in termini ambientali e sociali mentre si ipotizza di tagliare le risorse o di diluirle in un fondo unico generico. La PAC deve restare una politica centrale e specifica”.
Per il Senatore della Lega, la nuova programmazione deve basarsi su pilastri solidi, a cominciare dalla reciprocità commerciale: “Non possiamo imporre standard severissimi ai nostri agricoltori e poi permettere l’ingresso di prodotti da Paesi terzi che non rispettano le stesse regole”.
Al centro dell’agenda anche il ricambio generazionale: “Il sostegno ai giovani agricoltori deve diventare una priorità strutturale, facilitando l’accesso alla terra e abbattendo i costi dell’innovazione”.
Infine, la semplificazione: “Sostituire i nuovi adempimenti burocratici con incentivi concreti e diretti per chi fa sostenibilità”.
“Il nostro impegno a Bruxelles e a Roma è chiaro: tutelare la sovranità alimentare e la dignità economica dei produttori. La sostenibilità ambientale deve camminare di pari passo con quella economica: senza reddito per le aziende, non c’è futuro per le nostre campagne”, ha concluso Bergesio.
