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ISTAT * CONTI PUBBLICI – IV TRIMESTRE 2025: «SALDO AP +1,4% PIL / PRESSIONE FISCALE AL 51,4% / RISPARMIO FAMIGLIE AL 7,8%»

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14.25 - venerdì 3 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Conto trimestrale delle AP reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.

 Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) e le stime relative alle famiglie e alle società presentati in questo comunicato stampa sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

 Il conto trimestrale delle AP è coerente con la versione del conto annuale trasmessa a Eurostat il 31 marzo nell’ambito della Notifica in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Deficit Eccessivi. Tale versione (presentata nei Prospetti 4 e 5) include limitate revisioni per l’anno 2025 rispetto ai dati diffusi il 2 marzo, dovute all’acquisizione di nuove informazioni disponibili dopo la chiusura delle prime stime.

 Nel quarto trimestre 2025 il saldo del conto delle AP in rapporto al Pil è stato positivo e pari all’1,4% (0,6% nello stesso trimestre del 2024) risultando in un accreditamento.

 Il saldo primario delle AP (saldo del conto delle AP al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 5,1% (4,4% nel quarto trimestre del 2024).

 Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 6,9% (6,1% nel quarto trimestre del 2024).

 La pressione fiscale è stata pari al 51,4%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 7,8%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

 A fronte di una variazione dello 0,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.

 La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 43,2%, è aumentata di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato pari al 24,6%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Nel quarto trimestre 2025 il saldo primario delle AP è risultato positivo e con esso anche il saldo corrente.
Nello stesso periodo, il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un calo congiunturale che si è tradotto in una riduzione del potere di acquisto. La propensione al risparmio ha registrato una diminuzione, a fronte di una crescita della spesa dei consumi finali delle famiglie.
La quota di profitto delle società non finanziarie è tornata a crescere, dopo il calo del terzo trimestre, mentre il tasso d’investimento ha evidenziato una contrazione rispetto al trimestre precedente.

Le uscite totali nel quarto trimestre 2025 sono aumentate del 4,6% rispetto al corrispondente periodo del 2024, con un’incidenza sul Pil (pari al 56,0%) più alta in termini tendenziali di 0,8 punti percentuali. Nei quattro trimestri del 2025 la relativa incidenza è stata pari al 51,2%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024 (Prospetti 2 e 3).
Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel quarto trimestre 2025, un aumento tendenziale rispettivamente del 2,9 e del 18,3% (Prospetto 3).

Le entrate totali nel quarto trimestre 2025 sono aumentate in termini tendenziali del 6,1% e la loro incidenza sul Pil è stata del 57,5%, in crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024 (Prospetti 2 e 3). Nei quattro trimestri dell’anno, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 48,1%, in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024.

Le entrate correnti e le entrate in conto capitale nel quarto trimestre 2025 hanno segnato, in termini tendenziali, un aumento rispettivamente del 4,4% e del 156,4% (Prospetto 3).
Complessivamente, nei quattro trimestri del 2025 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari al -3,1% del Pil, in miglioramento rispetto al -3,4% del corrispondente periodo del 2024. Nei primi dodici mesi del 2025, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati positivi, pari rispettivamente allo 0,8% (0,5% nello stesso periodo del 2024) e al 2,2% (1,6% nel corrispondente periodo del 2024). Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 43,1% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,4 del 2024 (Prospetto 2).

I dati trimestrali diffusi in questa sede corrispondono alla nuova versione del Conto delle AP tramsesso a Eurostat il 31 marzo. Rispetto alla versione del Conto pubblicato lo scorso 2 marzo, il conto presenta alcune lievi revisioni per l’anno 2025 dovute all’inclusione di nuove informazioni resesi disponibili dopo la chiusura delle prime stime (Prospetto 4). In conseguenza di tali nuove informazioni, l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil non risulta modificato rispetto a quanto diffuso il 2 marzo scorso.

FAMIGLIE CONSUMATRICI
Nel quarto trimestre 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi pari allo 0,4%, il potere d’acquisto è diminuito dello 0,8% (Prospetto 6 e Figura 1).
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, calcolata come rapporto percentuale tra il risparmio lordo e il reddito disponibile lordo corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle riserve tecniche dei fondi pensione, nel quarto trimestre 2025 è stata pari al 7,8% (-0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Tale flessione deriva da una crescita della spesa per consumi finali e dalla contrazione del reddito disponibile lordo (+0,5% e -0,4% rispettivamente)

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici, calcolato come rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il reddito disponibile lordo corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle riserve tecniche dei fondi pensione, nel quarto trimestre del 2025 è stato pari al 6,5%, 0,5 punti percentuali più alto rispetto al trimestre precedente, a sintesi di un aumento degli investimenti fissi lordi del 7,2% e della già segnalata contrazione dello 0,4% del reddito disponibile lordo.

SOCIETÀ NON FINANZIARIE
La quota di profitto delle società non finanziarie nel quarto trimestre del 2025 è stata pari al 43,2%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. In termini congiunturali, la flessione di questo indicatore è il risultato di una crescita del valore aggiunto (+1,1%) inferiore a quella del risultato lordo di gestione (+1,6%) (Prospetti 1 e 7, Figura 4).
Nello stesso trimestre, il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato del 24,6%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte della sostanziale stabilità degli investimenti fissi lordi (+0,1%) e del già citato aumento del valore aggiunto.

 

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