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GDF – GUARDIA DI FINANZA / MASSA CARRARA * «ARRESTATO UN MEDICO, SORPRESO AD ESERCITARE NONOSTANTE ARRESTI DOMICILIARI E SOSPENSIONE DALL’ORDINE»

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12.33 - martedì 29 luglio 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I finanzieri del dipendente Gruppo del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Massa Carrara, nei giorni scorsi, all’esito di ulteriori indagini delegate dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Massa, nei confronti di un medico massese.

Il suddetto professionista, già coinvolto in una precedente e articolata attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Massa Carrara e svolta dai militari del Gruppo Guardia di Finanza, era stato condannato in primo grado, con sentenza del 17 luglio 2025, a una pena di oltre 4 anni di reclusione. Durante l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori, è stato nuovamente “sorpreso” a esercitare la professione sanitaria all’interno dell’abitazione stessa, dove risultava ristretto (con applicazione del c.d. braccialetto elettronico). Il tutto nonostante fosse, in via cautelare, sospeso dall’Ordine dei Medici e gli fosse vietato comunicare con altre persone.

In particolare, la recente attività investigativa ha documentato che, come già accaduto in passato, un paziente, nel mese di giugno scorso, si sarebbe rivolto al medico che – sebbene sottoposto agli arresti domiciliari e sospeso dall’albo professionale – lo avrebbe comunque sottoposto ad un trattamento sanitario a seguito del quale avrebbe subito complicanze tali da doversi rivolgere a una struttura sanitaria adeguata per le cure del caso. Durante le perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica presso l’abitazione dei genitori, è stato accertato l’allestimento di un vero e proprio “studio medico” nel comune di Massa, dove il professionista continuava a ricevere i pazienti. Nel corso delle operazioni, i militari hanno accertato anche la presenza in loco di una cliente ignara che di li a breve si sarebbe dovuta sottoporre a trattamento medico.

In ragione di ciò, la Procura della Repubblica sulla base delle indagini svolte richiedeva al Tribunale apuano l’aggravamento della misura cautelare, sostituendola con la custodia cautelare in carcere, ove il sanitario, che già nelle precedenti fasi investigative si era reso protagonista di una pluralità di illeciti (mettendo a repentaglio la vita di alcune clienti sottoposte a trattamenti di chirurgia estetica in sedazione profonda all’interno dello studio medico abusivo allestito all’interno della propria abitazione e privo delle necessarie autorizzazioni), è tutt’ora ristretto. Deferita a piede libero anche la compagna del medico, la quale, in difetto di ogni previsto titolo abilitativo, avrebbe prestato ausilio allo stesso nel corso delle pratiche sanitarie.

L’attività in parola, inoltre, testimonia l’impegno del Corpo e la fondamentale e proficua collaborazione con l’Autorità Giudiziaria nel contrasto all’illegalità, testimoniando un approccio trasversale volto a tutelare i cittadini dai quei fenomeni potenzialmente nocivi alla salute rappresentando quindi anche un insostituibile presidio di sicurezza economica e finanziaria a salvaguardia dell’economia legale.

Nonostante la sentenza di condanna di primo grado già intervenuta, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità della persona sottoposta ad indagini sarà definitivamente accertata solo laddove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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