(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“L’anacronismo di un contratto fermo al 2016 collide violentemente con le sfide dell’intelligenza artificiale e del precariato strutturale. Senza un riconoscimento economico dignitoso per i dipendenti e un equo compenso per i collaboratori autonomi, l’informazione diventa un bene di lusso o, peggio, un prodotto scadente alla mercé degli algoritmi”. A dirlo è Rogero Fiorentino, segretario nazionale del sindacato Fesica, comparto “Media, Editoria, Comunicazione e Web”. Per la Fesica MeCow, “il silenzio delle redazioni e il fermo dei siti d’informazione odierni non sono solo un atto di protesta, ma un grido di dignità verso un sistema editoriale che sembra aver smarrito la propria bussola industriale e civile”.
“Ribadiamo che la qualità dell’informazione è direttamente proporzionale alla stabilità contrattuale di chi la produce. Chiediamo alla FIEG e a tutte le parti datoriali di abbandonare l’approccio difensivo e di tornare al tavolo delle trattative con proposte concrete che tengano conto della nuova realtà multimediale. Sostenere il giornalismo oggi significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati da professionisti liberi, non da lavoratori sotto ricatto economico”, conclude Rogero Fiorentino.
