(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Per aiutare i cittadini e le imprese a beneficiare pienamente della legislazione dell’Unione europea, la Commissione mantiene un dialogo costante con gli Stati membri al fine di garantire il rispetto del diritto dell’UE. In caso di non conformità, la Commissione può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri.
Le decisioni adottate oggi nell’ambito di tale pacchetto di infrazioni comprendono 64 lettere di costituzione in mora e 20 pareri motivati. La Commissione ha inoltre deciso di deferire tre casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Infine, la Commissione ha deciso di chiudere 72 casi in cui gli Stati membri interessati, in collaborazione con la Commissione stessa, hanno posto fine a un’infrazione e garantito il rispetto del diritto dell’UE.
La Commissione europea è inoltre in procinto di intervenire nei confronti di diversi Stati membri dell’UE che non le hanno notificato i provvedimenti adottati per recepire integralmente dieci direttive dell’UE nei rispettivi ordinamenti nazionali. La Commissione invia a questi Stati membri una lettera di costituzione in mora, che concede loro due mesi per rispondere e completare il recepimento delle direttive.
Le decisioni e i relativi comunicati stampa sono disponibili online. Maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell’UE sono disponibili nella scheda informativa dedicata.
10. Lavoro e diritti sociali
(Per ulteriori informazioni: Eva Hrncirova – Tel. +32 2 298 84 33; Eirini Zarkadoula – Tel. +32 2 295 70 65)
Lettera di costituzione in mora
La Commissione invita l’ITALIA a negoziare in buona fede un accordo con la Banca centrale europea sul trasferimento dei diritti a pensione
Oggi la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (INFR(2025)4022) inviando una lettera di costituzione in mora a motivo della violazione del principio di leale cooperazione a norma del diritto dell’UE. La violazione riguarda la mancata negoziazione in buona fede da parte dell’Italia di un accordo con la Banca centrale europea (BCE) sul trasferimento dei diritti a pensione dei funzionari dell’UE. È necessario un accordo tra uno Stato membro e un’istituzione dell’UE per consentire ai funzionari dell’UE di trasferire i loro diritti a pensione nazionali al regime pensionistico dell’istituzione dell’UE. Secondo la Commissione, l’Italia ha ostacolato i negoziati di tale accordo con la BCE e viola pertanto il principio di leale cooperazione di cui all’articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea (TUE). L’Italia dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie. In assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
