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COLDIRETTI * CARNEVALE: «FRAPPE “FAI DA TE” IN UNA FAMIGLIA SU DUE»

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11.20 - giovedì 12 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quasi una famiglia su due (46%) preparerà quest’anno in casa i dolci di Carnevale, per risparmiare qualcosa ma anche per garantirsi ingredienti freschi e di qualità, fattori che influiscono notevolmente sul risultato finale, a partire da uova e miele.

Ad affermarlo è un’indagine della Coldiretti diffusa in occasione del giovedì grasso che segna tradizionalmente l’avvio delle festività carnevalesche e che vedrà nel week end iniziative nei mercati contadini di Campagna Amica in tutta Italia. A partire dal mercato del Circo Massimo a Roma (sabato 14 febbraio dalle ore 9.30), lungo tutto lo Stivale sono previsti centinaia di eventi con i cuochi contadini che racconteranno i trucchi della preparazione dei dolci regionali, assieme a truccabimbi, degustazioni e laboratori dedicati alla festa in maschera.

Complessivamente Coldiretti stima quest’anno una spesa di circa 230 milioni di euro per i dolci tipici. I prezzi medi per l’acquisto in panetterie, pasticcerie e supermercati si aggirano attorno ai 20-25 euro al chilo, ma le varietà più ricercate e artigianali possono arrivare a costare fino a 50-60 euro al chilo.

Le specialità più gettonate sono le frappe, assieme a chiacchiere, struffoli, arancini e tortelli e, soprattutto, alle tante varianti regionali. La tradizione dei dolci di Carnevale è, infatti, una delle più ricche della tradizione culinaria contadina: si va dagli zuccherini in Toscana alla cicerchiata in Abruzzo, passando per aciuleddi in Sardegna, crema fritta in Veneto, sfrappole in Emilia Romagna, bugie in Liguria, taralli in Basilicata, sanguinaccio in Campania, crostoli in Friuli, frappe e cecamariti nel Lazio, pignolata in bianco e nero in Sicilia, grostoli in Trentino, tortelli in Lombardia e scroccafusi nelle Marche.

Le prime frappe risalgano all’antica Roma, dove erano conosciute come “frictilia”. Questi dolci venivano realizzati con farina e uova, stesi, tagliati e fritti nello strutto caldo, consumati durante le festività, specialmente in inverno. La festa affonda le sue radici nella tradizione contadina, segnando il passaggio dall’inverno alla primavera e l’inizio della semina, un momento da celebrare con abbondanza.

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