(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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INPS: PENSIONATO ASSISTITO DAL CODACONS VINCE BATTAGLIA IN TRIBUNALE
AVEVA GUADAGNATO 257 EURO, MA L’INPS CHIEDEVA LA RESTITUZIONE DI OLTRE 27MILA EURO
Importante vittoria del Codacons davanti al Tribunale del Lavoro di Monza. Con sentenza del 14 luglio 2026, la giudice dott.ssa Z. Crispino ha dichiarato illegittima la richiesta con cui l’Inps pretendeva da un pensionato la restituzione dell’intero trattamento Quota 100 percepito nel 2022, pari a 27.572,74 euro.
Questo perché pensionato aveva svolto appena 24 ore di lavoro subordinato, distribuite in quattro mesi, ricevendo una retribuzione netta complessiva di soli 257 euro. Nonostante l’esiguità del reddito, l’Inps aveva chiesto la restituzione di tutti i ratei pensionistici dell’anno, sulla base del divieto di cumulo tra Quota 100 e redditi da lavoro e della circolare Inps n. 117/2019.
Il Tribunale ha accolto il ricorso, affermando che la circolare amministrativa si pone ultra legem e conduce a risultati palesemente sproporzionati e in contrasto con i principi costituzionali. Secondo la sentenza, infatti, una circolare non può introdurre una sanzione non espressamente prevista dalla legge. La richiesta di oltre 27mila euro a fronte di un reddito di 257 euro è stata definita una conseguenza del tutto ingiustificata e punitiva, tale da trasformare il divieto di cumulo in una misura espropriativa.
Il Tribunale ha quindi dichiarato illegittimo il recupero dell’intera annualità e ha condannato l’Inps a restituire quanto eventualmente già trattenuto. L’Istituto dovrà rideterminare l’indebito limitandolo ai soli ratei mensili percepiti nel periodo in cui il pensionato ha contemporaneamente ottenuto redditi da lavoro.
È una decisione importante perché impedisce che poche ore di lavoro e un reddito minimo possano determinare la perdita di un’intera annualità di pensione – spiega il Codacons – Il divieto di cumulo non può trasformarsi in una sanzione abnorme e sproporzionata. L’associazione invita i pensionati che abbiano ricevuto richieste di restituzione, sospensione o revoca della pensione Quota 100 a rivolgersi ai propri sportelli per verificare la legittimità delle pretese dell’INPS.
