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CODACONS * «ANTITRUST INDAGA SUI RINCARI DELLA PLASTICA LEGATI ALLA GUERRA IN IRAN, RICHIESTE AUMENTI FINO AL 20%»

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11.07 - martedì 5 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PREZZI: SU RINCARI PLASTICA LEGATI A GUERRA IN IRAN SI ATTIVA ANTITRUST

DOPO ESPOSTO CODACONS AUTORITA CHIEDE COPIA DELLE COMUNICAZIONI SU RIALZI E SUPPLEMENTI INVIATE DAI PRODUTTORI DI MATERIALI IN PLASTICA

Dopo il caso dei supplementi per il jet-fuel richiesti per i biglietti aerei l’Antitrust si attiva anche sui rincari per la plastica legati alla guerra in Iran, e vuole vederci chiaro sui rialzi comunicati nelle ultime settimane dai produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale.

Lo rende noto il Codacons, associazione che aveva presentato un dettagliato esposto all’Autorità per la concorrenza segnalando possibili anomalie e il rischio di speculazioni.

In particolare il Codacons aveva denunciato come gli operatori attivi nei settori delle materie plastiche e del packaging avessero trasmesso ai propri clienti comunicazioni accomunate dalla richiesta di revisione delle condizioni economiche dei contratti già in essere mediante l’introduzione di sovrapprezzi, surcharge o clausole di adeguamento straordinario. Comunicazioni con una struttura argomentativa sorprendentemente uniforme in cui si richiamava il contesto geopolitico connesso al conflitto in Medio Oriente, l’aumento dei costi energetici e logistici, nonché la necessità di garantire la continuità delle forniture, per poi giungere, in modo pressoché automatico, alla conclusione secondo cui si renderebbe inevitabile una modifica delle condizioni economiche già pattuite. In alcune di queste comunicazioni viene introdotta una specifica voce denominata War Med Surcharge, applicata in misura percentuale e con decorrenza immediata, sulla base dell’incremento del costo del carburante registrato nelle settimane successive all’inizio del conflitto.

Richieste di aumento dei prezzi delle forniture che le aziende produttrici di bevande, a causa del considerevole importo, non possono internalizzare, e che rischiano così di essere scaricate sui consumatori finali determinando un rincaro nell’ordine del +20% per l’acqua minerale, fino a 5/6 centesimi di euro in più a bottiglia, e del +10% per le bevande analcoliche aveva evidenziato il Codacons.

Ora l’Antitrust, accogliendo l’esposto dell’associazione, ha deciso di vederci chiaro, e ha inviato al Codacons una nota in cui si legge: Con riferimento alla segnalazione in oggetto, al fine di meglio comprendere le condotte descritte nella stessa, si richiede di voler gentilmente trasmettere le segnalazioni ricevute, nonché la documentazione utile, incluse le comunicazioni commerciali pervenute dalle imprese fornitrici.

Comunicazioni che il Codacons ha fatto prontamente avere all’Autorità per le valutazioni del caso.

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