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CASAPOUND ITALIA * ACCA LARENZIA: «PROSCIOLTI I NOSTRI 29 MILITANTI, VINCE IL DIRITTO E PERDE LA REPRESSIONE POLITICA»

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14.08 - venerdì 20 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Giudice dell’udienza preliminare ha prosciolto i militanti di CasaPound imputati per la commemorazione di Acca Larenzia del 7 gennaio 2024.

La motivazione della sentenza sarà depositata nei prossimi trenta giorni. In attesa di conoscere nel dettaglio le argomentazioni del proscioglimento, è ragionevole ritenere che il Giudice abbia accolto le questioni sollevate dai difensori in merito alle due contestazioni mosse dalla Procura.

“Per quanto riguarda la Legge Scelba – fa sapere CPI in una nota – sarebbe stato escluso il presupposto stesso dell’accusa: il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista. La commemorazione dei caduti di Acca Larenzia è un momento di ricordo, non un atto di riorganizzazione politica vietata. Ancora più significativo è il proscioglimento dall’accusa fondata sulla Legge Mancino. Tale contestazione presupponeva la qualificazione di CasaPound come associazione che propagherebbe tesi razziste e discriminatorie: un’accusa sempre respinta e già smentita anche dalla recente sentenza della Corte d’Appello di Roma nella controversia contro Facebook”.

“Questa decisione – continua la nota – rappresenta una vittoria del Diritto contro anni di strumentalizzazioni, campagne mediatiche e tentativi di trasformare un momento di memoria in un reato. La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione avrebbe già dovuto chiudere definitivamente la stagione delle cacce alle streghe. Invece si è preferito alimentare procedimenti destinati a cadere, con un evidente spreco di risorse pubbliche. Colpisce che a coordinare l’impianto accusatorio vi fosse ancora una volta Francesco Lo Voi, già protagonista di vicende giudiziarie altamente politicizzate come quella Open Arms. Anche in questo caso, dopo mesi di polemiche e titoli indignati, resta una decisione che ristabilisce un principio sacrosanto: ricordare quei giovani italiani uccisi non è un crimine”.

“La sentenza smonta inoltre le strumentalizzazioni del Partito Democratico, che ha utilizzato persino le immagini della commemorazione per alimentare la campagna referendaria contro la riforma della giustizia, con l’intento di delegittimare e vietare un momento di ricordo”.

“Acca Larenzia – conclude la nota – resta una ferita aperta nella storia nazionale. I caduti attendono ancora piena verità e giustizia. Nessuna intimidazione giudiziaria, nessuna pressione politica potrà cancellare il dovere del ricordo”.

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