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ABI * RAPPORTO GENNAIO 2026: «A DICEMBRE 2025 PRESTITI AD IMPRESE E FAMIGLIE A +2,3% SU BASE ANNUA / IL TASSO SUI NUOVI DEPOSITI A 2,14%»

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17.49 - sabato 17 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PRESTITI BANCARI

1. A dicembre 2025, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,3% su base annua, in accelerazione rispetto a novembre (+2,1%) quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,3% e quelli alle imprese dell’1,8%. Per le famiglie è il dodicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il sesto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

 

RACCOLTA DA CLIENTELA

2. La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 106,5 miliardi tra novembre 2024 e novembre 2025 (35,7 miliardi famiglie, 19 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione).

3. La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a dicembre 2025 è risultata in aumento del 2,0% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+2,6% nel mese precedente;

4. A dicembre 2025 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,1% su base annua (+2,7% il mese precedente).

5. La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a dicembre 2025 è aumentata dell’1,1% rispetto ad un anno prima (+1,9% nel mese precedente).

 

TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI BANCARI

6. A dicembre 2025:

• il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è rimasto invariato al 3,97%;

• il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato il 3,37% (3,30% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023);

• il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato il 3,64% (3,52% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023; cfr.

 

TASSI DI INTERESSE SULLA RACCOLTA BANCARIA

7. Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a dicembre 2025 è stato il 2,14%. A novembre tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell’area dell’euro (Italia 2,12%; area dell’euro 1,88%). Rispetto a giugno 2022,

1 Il rapporto mensile dell’Abi rende disponibili una serie di informazioni quantitative che sono in anticipo rispetto ad ogni altra rilevazione in proposito. Tale possibilità è determinata dal fatto che le banche sono i produttori stessi di queste informazioni.

(ultimo mese prima dei rialzi dei tassi BCE) quando il tasso era dello 0,29%,
l’incremento è stato di 185 punti base.
8. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a dicembre 2025 è stato il 2,39%.

9. A dicembre 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è rimasto invariato allo 0,63% (0,32% a giugno 2022).
10. Il tasso sui conti corrente, che non hanno la funzione di investimento e permettono di utilizzare una moltitudine di servizi, a dicembre 2025 è risalito allo 0,29% (0,28% nel mese precedente; 0,02% a giugno 2022; cfr.

 

MARGINE TRA TASSO SUI PRESTITI E TASSO SULLA RACCOLTA

11. Il margine (spread) sulle nuove operazioni (differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie a dicembre 2025 è stato di 213 punti base.

 

CREDITI DETERIORATI

12. A novembre 2025 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 29,7 miliardi di euro, da 30,1 miliardi di giugno 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di circa 167 miliardi.

13. A novembre 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,42% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a giugno 2025 (1,46%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015;

 

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