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AAROI EMAC – CIMO-FESMED * CONCORSO MEDICI EMERGENZA-URGENZA: «NON CONDIVIDIAMO LA SENTENZA DEL TAR DI TRENTO, VALUTIAMO L’IMPUGNAZIONE»

Scritto da
14.27 - mercoledì 12 febbraio 2025

 

Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Sentenza concorso medici emergenza-urgenza, i sindacati valutano l’impugnazione. I sindacati AAROI-EMAC e Federazione Cimo-Fesmed ritengono non condivisibile la sentenza pronunciata in data 6 febbraio 2025 dal TRGA di Trento (estensore dott.ssa Cecilia Ambrosi) in merito al bando di concorso per 20 specialisti in medicina d’emergenza-urgenza e ne stanno valutando un’eventuale impugnazione.

Secondo i sindacati, la sentenza ha del tutto frainteso sia l’istituto della guardia, ritenendo si tratti di “un servizio espletato per un limitato periodo di tempo”, sia la portata applicativa della clausola del bando impugnata. Lo ha fatto, peraltro, adducendo una motivazione assolutamente contraddittoria: il TRGA afferma, infatti, che la possibilità di far effettuare ai medici turni di guardia in sede diversa da quella di assegnazione sarebbe subordinata alla “sussistenza di esigenze organizzative che APSS dovrà motivare in sede applicativa”.

Il turno di guardia, come riconosciuto anche dal TRGA, costituisce “un servizio espletato … nell’ambito del normale orario di lavoro che si esplica ordinariamente nella sede di servizio precisata nel contratto di lavoro individuale”: il turno di guardia deve quindi essere effettuato nell’Unità Operativa sede di assegnazione del dirigente medico. È evidente a chiunque la genericità del concetto di “esigenze organizzative” e conseguentemente la possibilità che si aprirebbe per APSS di aggirare le norme del contratto collettivo provinciale che non prevedono il servizio fuori sede.

Il forte timore delle organizzazioni sindacali (che induce a valutare ancora con maggiore determinazione un’eventuale impugnazione della sentenza del TRGA) è che APSS si faccia scudo di questa errata pronuncia per mascherare dietro “esigenze organizzative” quella che in realtà è la propria conclamata inadeguatezza organizzativa.

È bene chiarire che se tale previsione venisse realizzata difficilmente il Trentino riuscirebbe ad essere attrattivo e di richiamo per colleghi dalle altre Regioni (dove tale ipotesi non è prevista) e questo finirebbe per impoverire ulteriormente il numero dei professionisti, soprattutto in certe specialità, e rischierebbe, al contempo, di determinare una diaspora dei professionisti già presenti in azienda.

I sindacati ritengono che, comunque, non si possa credere di fornire un’assistenza sanitaria adeguata, che garantisca la sicurezza delle cure prestate ai cittadini e la tutela dell’attività professionale, onerando i medici di operare di volta in volta con colleghi diversi, in svariati contesti, differenti da quello quotidiano di assegnazione o peggio con preavvisi irrisori, sempre dettati dalle – ormai divenute un mantra – “esigenze organizzative”, che nulla hanno a che fare con una seria programmazione, ma che di volta in volta farebbero diventare i professionisti dei tappabuchi istituzionalizzati. Dal medico con la valigia al medico itinerante jolly, insomma, il passo è breve.

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