(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Guardie non armate dell’ospedale furibonde con Miorelli. L’appalto guardie non armate del Pronto Soccorso è un disastro. Pronto Soccorso di Trento: lavoratori dell’appalto Miorelli sul piede di guerra. Uiltrasporti: “Inquadramenti inadeguati, turni massacranti e ammanchi in busta paga. Pronti alla protesta al Santa Chiara”.
La situazione dei lavoratori impiegati presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, dipendenti della ditta Miorelli (società affidataria del servizio in appalto), ha superato il livello di guardia. Come Uiltrasporti, denunciamo con fermezza un contesto di grave sfruttamento, tutele della sicurezza inesistenti e costanti irregolarità retributive che stanno esasperando il personale, ormai pronto alla mobilitazione.
Il nodo contrattuale: “Uscieri” mandati in prima linea senza formazione
Il cuore del problema risiede in un inquadramento contrattuale totalmente distorto: il personale opera con la qualifica di uscieri, una mansione che non ha nulla a che fare con le reali e complesse attività svolte quotidianamente a supporto complementare del Pronto Soccorso. Il caso più allarmante riguarda il supporto richiesto nel reparto di Psichiatria: I lavoratori vengono regolarmente chiamati dal personale sanitario per contenere e gestire pazienti in forte stato di agitazione o che danno in escandescenze. Tutto questo avviene in totale assenza di una formazione specifica e di adeguate tutele per l’incolumità fisica.
L’unica indicazione aziendale ricevuta – ovvero quella di “mantenere una distanza di 5 metri” – si rivela una non-soluzione ridicola e impraticabile. Il bilancio di questa gestione è drammatico e conta già diversi episodi di aggressioni taciute, con morsi e pugni subiti dai lavoratori. Che l’inquadramento sia inadeguato è un dato di fatto noto anche ai vertici di APSS (ex ASUIT), con cui vi sono stati diversi incontri, tanto che la Provincia si sta muovendo per escludere queste mansioni dal profilo di usciere nel nuovo appalto.
Sfruttamento orario e “giallo” delle buste paga
Alla carenza di sicurezza si aggiunge un quadro di forte precarietà economica:
• Part-time fittizi e straordinari record: Molti dipendenti hanno contratti a tempo parziale, ma a causa della costante carenza di personale sono costretti a coprire una mole di ore spropositata.
• Ammanchi sistematici: Si registrano costanti e gravissimi errori nei cedolini. Mancano intere giornate lavorate (e mai pagate) e compaiono ferie segnate come “godute” nei giorni in cui i lavoratori erano regolarmente in turno.
A fronte delle legittime richieste di regolarizzazione avanzate dal sindacato e dai dipendenti, l’azienda ha prima risposto con un laconico “abbiamo pagato tutto”, per poi trincerarsi da tempo dietro un muro di silenzio, smettendo persino di rispondere al telefono.
La svolta nel nuovo appalto e lo stato di agitazione
Esprimiamo un giudizio positivo sull’impegno che la Provincia sta dimostrando nella stesura del nuovo bando di gara, volto a prevedere il progressivo innalzamento dei salari e l’introduzione di clausole di tutela legale in caso di aggressione.
Tuttavia, i lavoratori non possono attendere i tempi burocratici della nuova assegnazione per vedersi riconosciuto il dovuto.
Uiltrasporti chiede l’immediata convocazione del tavolo aziendale e il pagamento immediato di tutti gli arretrati e delle giornate sottratte. In mancanza di risposte repentine da parte della ditta Miorelli i lavoratori sono pronti a mettere in atto un’azione dimostrativa di forza con un presidio permanente all’entrata dell’Ospedale Santa Chiara di Trento.
Il clima tra il personale è rovente e, esattamente come le temperature stagionali, l’argomento resterà caldissimo finché non verrà restituita dignità e sicurezza a chi lavora in prima linea per la salute pubblica.
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Il segretario generale Uiltrasporti
Nicola Petrolli
