(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Concorso per dirigenti amministrativi, precisazioni
In riferimento agli articoli pubblicati oggi dalla stampa riguardo al concorso per dirigente amministrativo bandito dal Comune di Trento è opportuno fare alcune precisazioni.
Il bando di concorso non è illegittimo (men che meno “illegale”) ed è coerente con la legislazione provinciale. In particolare, per quanto riguarda le biblioteche, il bando rispetta pienamente quanto previsto dall’allegato 1 alla delibera provinciale 478 del 17 aprile 2020 che disciplina le competenze e le esperienze richieste per gli operatori delle biblioteche pubbliche. L’allegato identifica la figura di “responsabile della conduzione della Biblioteca” senza mai accennare a un suo ruolo dirigenziale, ma piuttosto insistendo sui requisiti formativi (laurea specialistica) e relativi all’esperienza maturata sul campo. Da anni a Trento, come peraltro in altri grandi comuni trentini, il ruolo di “responsabile della conduzione della Biblioteca” è esercitato non dal dirigente, ma dal capo ufficio, che è naturalmente in possesso di tutti i requisiti (laurea specialistica ed esperienza).
Il bando di concorso per la selezione del dirigente della Biblioteca e Archivio storico e del servizio Infanzia e istruzione consente la partecipazione dei laureati di tutte le discipline, comprese quelle umanistiche. Non c’è nessuna preclusione dunque, come dimostrano peraltro le materie d’esame (tra le altre: legislazione relativa al sistema bibliotecario trentino, alla promozione dell’attività culturale, al sistema scolastico e al sistema educativo) e le competenze richieste, coerenti con il ruolo da coprire.
D’altro canto, vista la complessità degli adempimenti burocratici-amministrativi, dei compiti organizzativi e della gestione delle risorse, il bando si pone l’obiettivo di selezionare una figura capace di collocare nel miglior modo possibile il ruolo dei servizi (Biblioteca e Istruzione) nel tessuto sociale del Comune, consolidando una stretta relazione con il territorio e valorizzando al meglio le figure professionali altamente specializzate già presenti (bibliotecari, archivisti, pedagogiste etc).

