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UIL SCUOLA – TRENTINO * RINNOVI CCPL: «LA MISURA È COLMA, VOGLIAMO MISURE CONCRETE ED IMMEDIATE»

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11.49 - mercoledì 19 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Scuola: fermo il rinnovo contrattuale. Uil “La misura è colma. Vogliamo misure concrete ed immediate: risorse per il personale, un nuovo contratto di lavoro, un reclutamento efficace ed efficiente”.

Leggiamo con soddisfazione che si è appena chiuso un accordo importante per il comparto Sanità: 27 milioni di euro per circa 7500 dipendenti. Benissimo, ne siamo veramente felici poiché abbiamo ben chiara l’idea che Sanità e Istruzione sono diritti universali, beni che dovrebbero anzi, che debbono essere, nella disponibilità di tutti i nostri cittadini.
Per avere una Sanità ed una Scuola di grande qualità, come si vorrebbe a parole, è necessario investire sulle persone, valorizzando anche economicamente il lavoro di chi opera, in questo caso nel comparto sanitario.

La nostra grande soddisfazione di oggi è, però, accompagnata da un profondo rammarico: ancora una volta la Scuola pubblica è la Cenerentola di tutti i comparti provinciali (tutti hanno già chiuso accordi giuridici). Una cenerentola che, evidentemente, non merita le attenzioni né del Presidente Fugatti, né dell’Assessore Gerosa.

Si pensi che ad oggi non si è ancora concretamente aperto il tavolo negoziale per il rinnovo giuridico del contratto della scuola. A dire il vero ad inizio estate abbiamo avuto un avvio di negoziazione. Orbene, i primi temi trattati sono stati un attacco diretto ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori: la riduzione del diritto di assemblea sindacale e del diritto di sciopero. Due incontri eppoi tutto si è arenato. Lo stesso è avvenuto per il percorso di armonizzazione per i docenti della Formazione Professionale.

Oggi siamo a chiedere al Presidente Fugatti (che dobbiamo onestamente osservare come abbia rispettato gli impegni economici con noi sottoscritti) e all’Assessore Gerosa di far riaprire immediatamente il confronto sul rinnovo giuridico, partendo proprio da quanto fissato nel Protocollo di giugno 2024: progressioni di carriera per il comparto ATA – Infanzia e Formazione professionale e la rivisitazione dell’articolo 26 per i docenti della scuola a carattere statale.
Se quanto affermato dall’Assessore dopo il viaggio in Finlandia sono parole di verità, la Scuola pubblica, quella che va dal 1. settembre al 30 giugno, va riportata al centro delle politiche pubbliche.

Si metta al centro il lavoro d’aula, quello svolto ogni santo giorno, lontano dai riflettori e dai progettifici; quello che rende i nostri allievi capaci di apprendere il Sapere e la Conoscenza.
Si tolgano dai contratti tutti gli orpelli burocratici, ché le scartoffie non sono nel nostro mansionario. Si indirizzino le ore aggiuntive provinciali esclusivamente al successo formativo di tutti i nostri allievi. Quale che sia la loro età. È necessario quantomeno ridurre, se non addirittura cancellare, l’obbligo alle sostituzioni interne.

Sono misure che sicuramente generano dei costi, ma è ora che la Scuola pubblica abbia investimenti e non tagli orizzontali. È solo il caso di ricordare, infatti, come per la scuola privata (parliamo di soli cinque Istituti) i milioni di contributi all’anno si trovano. Per questo chiediamo particolare attenzione, a partire da questa prossima finanziaria.

Al Presidente e all’Assessore chiediamo di fare un giro nelle Scuole: il personale è stanco e arrabbiato. Gli insegnanti, in particolare, ci chiedono di agire, anche in maniera forte, bloccando attività, facendo comprendere a tutta questa nostra comunità che la misura è colma.

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