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TRANSDOLOMITES * LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA: GIRARDI, «EUROPA DIVISA E SOVRANITÀ DISPERSA, SERVE UNA FERROVIA DOLOMITICA PER UNIRE LE COMUNITÀ ALPINE»

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16.59 - venerdì 2 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In chiusura dell’anno 2025 e con il proposito di porgere gli auguri di Buon Anno, a firma di Massimo Girardi, presidente di Transdolomites è stata inviata all’attenzione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella la lettera che si provvede ad allegare.

I punti di forza del testo :

– il pericoloso rallentamento del processo di integrazione europea con la dispersione della sovranità europea che sta alimentando pericolose spinte populiste che ci rendono deboli dinanzi alla crescente sovranità di “Stati Continente” come Russia, Cina, India

– la pericolosa disunione europea che ci rende vulnerabili e appetibili alle infiltrazioni della criminalità organizzata e terrorismo che al contrario operano in sinergia a livello mondiale

– la follia dei 27 leader europei che divisi ed in ordine sparso si illudono di fare fronte alle sfide del dotarsi di una difesa comune, completamento del mercato europeo e di una politica estera che parli con una voce sola.

– il tradimento dai partiti che trasversalmente fino ad oggi non hanno voluto o saputo organizzarsi in veri partiti europei né coinvolgere ed appassionare i cittadini europei sul futuro dell’Unione. Non si sono spesi per far crescere un’identità europea in simbiosi con quelle nazionali

– il tradimento dei Governi ed i Parlamenti che in Italia si sono succeduti dopo il Referendum consultivo del 1989 a favore della Costituzione europea per non avere difeso nelle sedi delle Istituzioni europee la volontà dei cittadini italiani che in quella occasione a larga maggioranza avevano votato favorevolmente al mandato costituzionale per il Parlamento Europeo.

– Il ringraziamento al Presidente della Repubblica per la Sua costante preoccupazione per il futuro dell’Europa ed i costanti richiami a dotarsi di una comune responsabilità. In tempi nei quali all’interno dell’U.E. sempre di più sono coloro che urlano contro l’Europa, la voce del Presidente è una voce coraggiosa.

– Transdolomites ed il suo impegno per costruire una sostenibile transizione nelle Dolomiti e nelle Alpi nel settore della mobilità e del turismo.

-Una ferrovia che non fosse fine a sé stessa ma che promuova il completamento della rete di ferrovie di collegamento transfrontaliero tra Svizzera, Alta Lombardia, Veneto, la cui idea venne alla luce all’inizio del 1900 nella visione della St. Moritz-Venezia passando per le Valli dell’Avisio.

– Ferrovia come strumento di pace e di comunicazione tra le comunità alpine ed allo stesso tempo la via da percorrere per spingere nella costruzione di un’Europa unita attraverso il completamento dello spazio ferroviario europeo.

 

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Presidente di Transdolomites.

 

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Egregio Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella.

 

Negli anni 1941 1942 quando il nazismo ed il fascismo occupavano uno dopo l’altro i Paesi europei ed extraeuropei, nell’isola di Ventotene Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni con il contributo di Ursula Hirschmann esiliati in quell’isola avviarono un processo di ripensamento degli errori compiuti nell’Europa divisa in Stati sovrani e tra loro in concorrenza negli scontri nazionalistici.

La necessità della ricostruzione postbellica, il ripensamento del ruolo dei confini politici accompagnati da altri temi strategici vennero raccolte nel “Manifesto di Ventotene” nel titolo originale “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un Manifesto”

In quegli anni l’ideale di un’Europa federale era vissuto come una impellente tragica necessità. Oggi questa necessità ritorna con prepotenza.

Con i Trattati di Roma del 1957, l’Europa ha vissuto un percorso storico che mai aveva avuto luogo nella parte occidentale del Continente Europeo.

Un cammino che negli ultimi vent’anni ha subito un pericoloso rallentamento. Dinnanzi alla crescita della sovranità di “Stati Continenti” come Russia, Cina, India, del numero di conflitti armati nel mondo, nell’Unione Europea viviamo una dispersione di sovranità che sta alimentando pericolose spinte populiste avvelenate dal nazionalismo e dalla xenofobia.

Dimostrazione che l’orrenda esperienza della Seconda Guerra Mondiale non solo viene dimenticata ma addirittura banalizzata.

Dinanzi alle spinte che giungono in particolare da U.S.A e Russia, con l’obiettivo di ridimensionare l’U.E. in piccoli Stati suggerendo il ritorno alle monete nazionali, i leader europei vivono nella folle convinzione che 27 Stati possano competere con le sfide della difesa comune, completamento dell’Unione economica e monetarie, dotarsi di una politica estera che parli con una voce sola.

Questa pericolosa “disunione” allo stesso tempo ci rende appetibili e deboli nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata e terrorismo che operano da tanto tempo a livello mondiale.

Desidero ringraziarla per la Sua costante preoccupazione per il futuro dell’Europa ed i costanti richiami a dotarsi di una comune responsabilità. In tempi nei quali all’interno dell’U.E. sempre di più sono coloro che urlano contro l’Europa, la Sua è una voce coraggiosa.

E’ una preoccupazione che condivido con Lei. Mi sento tradito allo stesso tempo per il fatto che i Governi ed i Parlamenti che in Italia si sono succeduti dopo il Referendum consultivo del 1989 a favore della Costituzione europea non abbiano difeso nelle sedi delle Istituzioni europee la volontà dei cittadini italiani che in quella occasione a larga maggioranza hanno votato favorevolmente al mandato costituzionale.

Tradito dai partiti che trasversalmente sino ad oggi non hanno voluto o saputo organizzarsi in veri partiti europei né coinvolgere ed appassionare i cittadini europei sul futuro dell’Unione. Non si sono spesi per far crescere un’identità europea in simbiosi con quelle nazionali.

Non è sovranità essere divisi e piccoli. La sovranità si costruisce e la si difende all’interno di un’Europa sovrana, più potente e rappresentata in un Parlamento Europeo nel pieno potere di legiferare.

Le scrivo a titolo personale ed allo stesso tempo come legale rappresentante dell’Associazione Transdolomites con sede a Sèn Jan – San Giovanni di Fassa in Trentino. Fondata nel 2006 per promuovere in ambito dolomitico e alpino i temi della mobilità sostenibile, turismo, ambiente, dal 2009 si è fatta promotrice della proposta progettuale per una ferrovia che collegasse la città di Trento con Penia di Canazei detta anche Ferrovia delle Valli dell’Avisio

Obiettivo è quello di proporre una vera alternativa all’uso dell’auto privata nel cuore delle Dolomiti ove sono stati riconosciuti vari siti Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità e dove traffico e turismo di massa gravano in maniera pesante in questi ecosistemi di rara bellezza.

Una ferrovia che non fosse fine a sé stessa ma che promuova il completamento della rete di ferrovie di collegamento transfrontaliero tra Svizzera, Alta Lombardia, Veneto, la cui idea venne alla luce all’inizio del 1900 nella visione della St. Moritz-Venezia passando per le Valli dell’Avisio.

Ferrovia come strumento di pace e di comunicazione tra le comunità alpine ed allo stesso tempo la via da percorrere per spingere nella costruzione di un’Europa unita attraverso il completamento dello spazio ferroviario europeo

Per realizzare questa visione occorrerà eliminare le strozzature transfrontaliere, sviluppare una strategia di finanziamento coordinata a livello europeo. Eliminare la persistente frammentazione della rete ferroviaria europea e ad altri ostacoli che impediscono la creazione di un sistema realmente interconnesso.

Se però l’infrastruttura per motivi politici antistorici presenta i limiti citati innanzi, i servizi ferroviari sempre più sovrannazionali sono al contrario la dimostrazione che l’Europa ferroviaria si sta muovendo come un unico mercato e che di conseguenza l’Europa unita si stia costruendo sui binari e che l’infrastruttura ferroviaria dalle reti principali dovrà essere portata nel cuore delle Alpi e delle Dolomiti per meglio integrarle nel tessuto europeo.

Sono nato e risiedo a Bolzano. Di madrelingua ladina, attualmente sono occupato per lavoro in Val di Fassa.

Trentino Alto Adige zona di confine che ha vissuto la barbarie dei conflitti mondiali e delle spinte nazionaliste. Il ruolo di questi luoghi di confine non è solo essere esempio di convivenza tra diverse etnie ma essere cerniera dell’Europa. Nel 2032 entrerà in esercizio la Galleria di base della Ferrovia del Brennero. Vera infrastruttura europea, la più lunga al mondo nel momento in cui verrà percorsa dai treni.

La necessità che il Corridoio del Brennero non attraversi solo la nostra Regione da Nord a Sud ma come il tronco di un albero espanda i suoi rami ferroviari verso le periferie chiama la nostra Associazione a promuovere in loco nel 2026 un convegno che sensibilizzi le comunità locali ed i rappresentanti delle Istituzioni pubbliche a comprendere la necessità di questo obiettivo e promuoverne il raggiungimento.

Con stima e con i migliori auguri di Buon Natale e Buon 2026 voglia gradire i miei più cordiali saluti.

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

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