(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il vicesindaco del Comune di Rovereto Andrea Miniucchi, con intollerabile arroganza annuncia che la ZTL è definitiva ed inoltre rivela che l’Amministrazione comunale ha da tempo inviato la relazione dettagliata al Ministero dei trasporti per ottenere l’autorizzazione all’installazione dei varchi elettronici e relative telecamere di controllo.
La Giunta comunale roveretana di centro sinistra quindi, mantenendo la più totale distanza e assoluta indifferenza verso le vibrate contestazioni dei commercianti del centro storico che, fin dalla prima introduzione della ZTL cosiddetta sperimentale hanno riscontrato un calo di fatturato delle loro aziende, ha deciso di imporre le proprie scelte ideologiche incurante delle ricadute negative per le attività commerciali.
Oltre a rendere evidente l’assenza dell’Assessore al commercio Dorigotti che nel suo incarico avrebbe dovuto e dovrebbe dimostrare consapevolezza del ruolo assegnatogli e di conseguenza rendersi portavoce delle istanze degli operatori commerciali in centro storico invece di figurare quale semplice comparsa, la Giunta comunale manifesta anche sprezzante indisponibilità di ascolto delle imprese commerciali disconoscendo nei fatti l’importanza del loro ruolo fondamentale dal punto di vista economico e quali presìdi sociali irrinunciabili.
La Giunta comunale di Rovereto peraltro, nonostante l’impatto del tutto negativo della ZTL a più riprese denunciato dagli imprenditori commerciali operativi nel centro storico cittadino, non è mai apparsa preoccupata dal parere dell’Unione Commercio e Turismo di Rovereto e Vallagarina dalla quale in effetti non ha trovato grandi ostacoli.
Gli interventi del Presidente dell’Unione commercio e turismo di Rovereto e Vallagarina Marco Fontanari, della Vicepresidente e Presidente dei dettaglianti Giuliana Savoia, del Gruppo consiliare comunale “Noi Rovereto” del quale è capogruppo il Direttore dell’Unione commercio e turismo Giampiero Lui benché esprimano osservazioni critiche non sembrano particolarmente appassionati nel sollecitare la revoca dei provvedimenti insensati come i commercianti chiedono e detti interventi sembrano quasi inscenare una schermaglia di facciata con l’obiettivo di riesumare il cosiddetto “Progetto di rigenerazione urbana” anno 2017, evidentemente non a caso citato da Giuliana Savoia.
Il “Protocollo d’intesa” del 26/09/2017 fra l’Amministrazione Comunale di Rovereto e l’Unione Commercio e Turismo di Rovereto e Vallagarina, relativo al Progetto di riqualificazione urbana e definito sulla base del “Protocollo d’intesa” nazionale fra ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e Confcommercio – Imprese l’Italia aveva valore triennale ed è quindi non più operativo.
A seguito, la Giunta comunale di Rovereto con propria deliberazione n.255 di data 01 dicembre 2020 ha approvato il rinnovo del precedente “Protocollo d’intesa” con Confcommercio di Rovereto e Vallagarina contenente modifiche e in vigore dalla data 22/03/2021 per la durata di anni cinque, quindi anche questo scaduto in data 22/03/2026. Detto “Protocollo d’Intesa”, precisava esplicitamente l’assenza di ogni finalità commerciale e non prevedeva l’assegnazione di alcuna forma di finanziamento pubblico in gestione a Confcommercio o ai Distretti ma soltanto loro azioni propositive in funzione della programmazione e gestione comunale sia da parte di Confcommercio sia da parte dei Distretti, Distretti che peraltro non hanno personalità giuridica.
In conseguenza all’Amministrazione comunale compete di spiegare su quali basi di legittimità abbia assegnato ad ogni singolo Distretto, come dettagliatamente illustrato in un articolo di stampa del 09 marzo 2026 , contributi economici ed inoltre come si svolga la fatturazione di spesa, al tempo stesso ricordando che nemmeno le Circoscrizioni pur essendo Enti istituzionali possono gestire direttamente il fondo economale loro assegnato.
Se l’obiettivo di Confcommercio fosse quello di ottenere un nuovo inutile “Protocollo d’Intesa” con qualche ruolo specifico, come pare di poter dedurre dalla citazione di Giuliana Savoia, allora occorre ricordare che quanto fin qui enunciato dai “Protocolli d’Intesa” è già di competenza dei Consigli circoscrizionali regolarmente eletti, che non possono e non devono essere esautorati da strane sovrapposizioni, sia con “Protocolli d’intesa” sia a mezzo di generici Distretti senza alcuna identità.
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Carla Tomasoni
Futuro Nazionale – Comitato Rovereto 545
