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SEGNANA (CONSIGLIO PAT/LEGA) * IL PARADOSSO DEI DECIBEL: «QUANDO LA MUSICA A GENOVA È “CULTURA”, MA A TRENTO È “SPRECO”»

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14.21 - mercoledì 15 aprile 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Segnana (Lega): “Il paradosso dei decibel: se la musica a Genova è ‘cultura’ e a Trento ‘spreco’ ”.

Esiste un confine geografico e politico oltre il quale la coerenza della sinistra svanisce tra i fumi dell’ideologia. Quel confine sembra passare per l’asse Trento-Genova.

Per anni, il PD trentino e i suoi alleati hanno martellato la giunta Fugatti con un moralismo ossessivo, trasformando ogni nota suonata alla Trentino Music Arena in un capo d’accusa. La colpa? Aver investito risorse per portare icone come Vasco Rossi e grandi eventi in una provincia che aveva fame di attrattività nazionale. Le critiche nostrane sono scolpite negli archivi dei giornali: “panem et circenses”, “spreco di milioni” e via lamentando. Ogni euro speso per la sicurezza o la logistica dei grandi concerti è stato passato al setaccio come se fosse un affronto alle priorità dei cittadini.

Apprendiamo con sorpresa, ma senza stupore, dell’interrogazione a risposta immediata presentata in Consiglio provinciale dalla consigliera Lucia Maestri del Partito Democratico in merito ai criteri per il conferimento della cosiddetta ‘Farfalla del Trentino’ a Claudio Baglioni.

Un’iniziativa che conferma, ancora una volta, un approccio strumentale e poco coerente da parte del PD. Colpisce infatti che si invochino oggi presunti criteri “tecnico-scientifici” per valutare il legame tra arte e territorio, quando la stessa Giunta provinciale – come chiarito dall’assessore Mario Tonina – ha esplicitato che la “Farfalla” rappresenta uno strumento di marketing territoriale, assegnato sulla base di valutazioni discrezionali legate alla promozione del Trentino.

In questo quadro, la scelta di riconoscere Baglioni si inserisce in una strategia chiara: valorizzare eventi di forte richiamo mediatico, come l’inserimento del Trentino nel suo tour, e generare ricadute culturali e formative – come dimostrato anche dall’incontro con gli studenti del Conservatorio Bonporti.

Eppure, basta guardare alla Liguria per vedere la stessa sinistra recitare un copione diametralmente opposto. A Genova, la sindaca Silvia Salis — eletta dalla coalizione di centrosinistra — ha fatto dei grandi eventi e della musica un pilastro della sua azione amministrativa. Dai tour musicali che animano i palazzi storici ai flash mob concertistici nelle piazze, la narrazione ligure è tutta orientata alla valorizzazione del patrimonio attraverso l’intrattenimento. È il caso, ad esempio, di quanto avvenuto a Genova, dove il concerto della DJ Charlotte de Witte, organizzato dal Comune, è costato circa 140 mila euro. Lì, improvvisamente, i concerti non sono più “distrazioni populiste”, ma diventano “relazione tra patrimonio storico e vita contemporanea”.

Ed è qui che emerge la contraddizione della sinistra trentina. Se a Genova il PD applaude una gestione che usa la musica come volano di attrattività, qui da noi si preferisce il muro contro muro ideologico. Questa schizofrenia svela una verità amara: per certi settori politici non è l’evento in sé a essere criticato, ma il colore politico di chi lo realizza. Quando la giunta Fugatti restituisce al Trentino una dimensione di intrattenimento di massa e uno spazio permanente, il PD grida allo scandalo. Quando la loro sindaca fa lo stesso a Genova, è avanguardia culturale.

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Consigliere provinciale Stefania Segnana
Gruppo consiliare Lega Trentino per Fugatti Presidente

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