(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dentro Rovereto & Comics 2026, il festival che ha insegnato l’arte di abbracciare mondi diversi. Si è conclusa ieri, domenica 10 maggio, la quinta edizione di Rovereto & Comics. Nonostante la pioggia di domenica, il festival ha nei due giorni registrato una significativa affluenza di pubblico e ha trasformato il Mart, il Giardino delle Sculture Luciano Baldessari, Piazza della Cupola e la Biblioteca Civica G. Tartarotti in un grande abbraccio di forme d’arte e cultura.
La proposta è duplicata rispetto alla scorsa edizione: non uno bensì due palchi, il doppio delle voci a programma e un 50% in più di espositori. Oltre 20 autori, giochi, talk e workshop in collaborazione con MIND Academy hanno animato Artist Alley e zona incontri. Mostra Mercato, eventi non stop sul palco, attività a cura delle associazioni e un’inedita ambientazione in stile giapponese hanno affiancato le sculture del giardino. Sono intervenuti ospiti d’eccezione quali il fumettista Stefano Tamiazzo, l’illustratore e primo italiano candidato al Premio Hugo Maurizio Manzieri e il doppiatore Pietro Ubaldi. A chiudere il festival, l’irriverente concerto della cartoon band Poveri di Sodio.
Un festival che riesce a riempire pur dando spazio a infinite possibilità, a farsi notare senza trasformarsi in rumore, a passare lasciando una traccia che dura; e ad attirare nei due giorni un passaggio tra le 2500 e le 3000 persone, da Trentino e diverse regioni d’Italia, nonostante il maltempo per quasi metà del proprio svolgimento. Questo è stato Rovereto & Comics 2026, che si è tenuto il 9 e 10 maggio a Rovereto, tra alcuni degli spazi più iconici del Mart, dei relativi esterni e della Biblioteca Civica G. Tartarotti. L’edizione 2026 ha letteralmente raddoppiato la portata del Festival, che ha accolto quest’anno il doppio degli espositori, ha allestito nell’area Talk & Incontri un secondo palco e ha duplicato il numero degli eventi a programma.
Rovereto & Comics 2026 ha costruito un paesaggio culturale multisfaccettato, poroso e capace di mettere in relazione pubblici diversi sotto il segno del tema scelto per questa edizione: “Abbraccio. Connessioni disegnate”.
Il claim è espresso già nel manifesto del Festival. L’artista che lo ha creato, Stefano Tamiazzo, ha rappresentato in particolare l’abbraccio tra forme d’arte diverse. «Mostra, sotto forma di vignetta di una pagina a fumetti, opere fondamentali tra cui De Chirico, Zandomeneghi, Depero, Kandinskij – giusto solo per citarne alcuni», ha spiegato l’autore. Ha poi proseguito: «Al centro, un pittore più tradizionale che è stravolto. Alla fine, uno dei compiti dell’arte moderna è quello di spezzare i linguaggi preesistenti e crearne di nuovi». Lo sfondo ricorda chiaramente una cupola, come quella del Mart che, al fianco del Comune di Rovereto e della Biblioteca Civica, è alfiere di Rovereto & Comics. Anche questa cooperazione è un abbraccio significativo, perché ci dice che non esistono culture di serie A e di serie B, non esistono arti degne e arti inferiori: esistono la cultura e l’arte. Un Comune, una biblioteca e un museo che manifestano insieme questa apertura mandano un forte messaggio in questo senso.
L’abbraccio è stato decisamente evidente anche nel programma. Più che proporre una semplice rassegna dedicata al fumetto, questa quinta edizione ha insegnato come utilizzare manga, fumetto e illustrazione come punti d’accesso per avvicinare sensibilità, età e forme di partecipazione diverse. Il festival, da quest’anno inserito nel circuito C.F.C. Comics Festival Community organizzato da LEG – Live Emotion Group, ha così trovato una misura riconoscibile proprio nell’equilibrio tra proposta autoriale, dimensione divulgativa e leggerezza spettacolare.
Incontri e workshop hanno fatto lo stesso, con contenuti di alto livello. Sabato 9, il pubblico ha seguito appuntamenti dedicati alla progettazione, al disegno e alla pittura per la narrazione illustrativa, alla ricerca della forma nell’illustrazione contemporanea, alla nascita del noir tra scrittura e disegno e all’esperienza estetica dell’illustrazione. Domenica 10, il dialogo si è allargato al design meccanico nel fumetto fantascientifico, alla composizione anatomica nello spazio narrativo e alle tecniche digitali impiegate nella creazione di universi illustrati. Sono state inoltre presentate, con la presenza degli autori, tre pubblicazioni: Dante il bombo – L’ironica commedia – Inferno di Jessica Dardano, Doppio sbalzo nello strato-tempo di Ania Marziana e Michele De Stefano, e Una maxi storia di vendetta di Michele De Stefano. In questa costruzione ragionata, che si è appoggiata all’esperienza di MIND Academy, il festival ha accompagnato il pubblico all’interno dei processi del fumetto, della scrittura, dell’illustrazione e del design invece che limitarsi a esibirne i risultati.
La presenza di ospiti come – tra gli altri – Maurizio Manzieri e Stefano Tamiazzo ha rafforzato ulteriormente questa direzione. Stefano Tamiazzo – già citato come autore del manifesto di Rovereto & Comics 2026, tra i pochissimi disegnatori e illustratori occidentali editi e premiati in Giappone, Direttore Creativo di MIND Academy e docente in diversi istituti – ha affascinato con la sua particolare comunicatività personale, affinata negli anni d’esperienza come relatore e insegnante, che ha saputo amplificare la resa del messaggio. Nel suo intervento dedicato alla composizione delle figure e al dinamismo nello storytelling del fumetto, ha dato non solo spiegazioni e dimostrazioni pratiche, ma anche consigli su come tenersi in esercizio per conto proprio: «Costruite anatomie rappresentandone le parti come forme di base: cilindri, sfere e mezze sfere. Giocate con la prospettiva, inserendo le anatomie e le figure create in una griglia fatta da linea dell’orizzonte e punti di fuga. Per 15 minuti al giorno, disegnate piccoli oggetti semplici. Niente stecca e squadra: mano libera, rimanendo molto sporchi e imperfetti».
Maurizio Manzieri – primo italiano candidato al Premio Hugo, copertinista da oltre 30 anni per blasonate riviste americane e libri – ha offerto il respiro internazionale di un illustratore italiano capace di far dialogare tecnica, fantascienza e visione. Oltre a mostrare alcune delle proprie creazioni illustrandone i vari step del making of, il maestro Manzieri ha sottolineato l’importanza del cercare e perfezionare uno stile personale: «È fondamentale crearsi una propria personalità: se vediamo un lavoro di Milo Manara, lo riconosciamo. Nel mio lavoro all’estero mi ha aiutato molto e mi aiuta tutt’oggi il fatto che molti riconoscano le mie illustrazioni dallo stile che mi contraddistingue: se quelle sono le caratteristiche che cercano, sanno che chiamando me le avranno». Proprio a proposito dell’internazionalità, a tutti i giovani che aspirano a una carriera come illustratori ha consigliato: «Imparate le lingue, soprattutto l’inglese, e apritevi al mondo intero».
Molto riuscita anche la parte laboratoriale all’interno del Museo, che per l’occasione ha introdotto un ingresso a tariffa ridotta e ha dato concretezza alla promessa inclusiva contenuta nel claim dell’edizione. Accanto a Timbra-Texture e Little Mart – Macchianera curati dal Mart, il programma ha proposto il laboratorio teatrale per bambini Si va in scena! a cura del Museo MITAG. Non meno significativo il dialogo con l’enorme patrimonio culturale del Mart stesso, in particolare nella visita speciale all’Archivio del ’900 a cura di Duccio Dogheria e Mariarosa Mariech e dedicata alle raccolte di alternative comics, alle tavole originali e alle matrici di Gianluca Lerici, in arte Prof. Bad Trip. Qui il fumetto si è mostrato anche come archivio pop, memoria materiale, storia di segni e tecniche.
La manifestazione non ha ovviamente rinunciato a un’energia più immediata e istintiva. Il suggestivo East Village del Giardino delle Sculture ha portato un po’ di oriente a Rovereto e riservato delle belle sorprese per gli amanti delle foto a tema, mentre l’area Board Games – sotto la cupola del Mart – ha coinvolto intere famiglie in giochi da tavolo e giochi di ruolo conosciuti e da scoprire. Tornando all’esterno, la Mostra Mercato ha intrattenuto con gadget, abbigliamento, accessori a tema nerd e dintorni e anche food, per rifocillarsi nelle pause tra un’attività e l’altra; nel Community Village, varie associazioni come Yomoyamabanashi, Ghostbusters Italia o la Scuola Padawan di Saber Guild Trento hanno rispettivamente catapultato il pubblico tra le curiosità della cultura giapponese, nel mondo degli acchiappafantasmi e all’addestramento jedi della Scuola Padawan.
Fulcro di questa immediatezza è stato poi il palco del Giardino delle Sculture. Pietro Ubaldi, ospite accompagnato in un’intervista-spettacolo da Giorgia Vecchini, ha portato con sé e dal vivo la memoria emotiva della cultura popolare italiana fatta di voci che ormai abitano l’immaginario collettivo, come il Conte Dacula o il gatto Giuliano in Kiss me Licia, Capitan Barbossa de I pirati dei Caraibi e quella di numerose campagne pubblicitarie degli anni ‘90 e 2000.
La sfilata cosplay di sabato e il cosplay contest della domenica, i momenti musicali e di danza K-Pop, i quiz interattivi, gli show e il concerto finale della cartoon band Poveri di Sodio hanno tenuto viva una dimensione festiva mai slegata dal resto, sempre integrata in un disegno complessivo sorprendentemente solido. Anche qui sta uno dei risultati più interessanti dell’edizione 2026: aver trasformato la varietà in ritmo coerente e distintivo.
Al bilancio del giorno dopo, ciò che resta è la constatazione di una decisa e concreta crescita dell’evento, del successo di un fine settimana partecipato nonostante la pioggia e della riuscita di un programma fitto e ben distribuito negli spazi coinvolti dall’allestimento. Micol Cossali, Assessora alla Promozione Artistica, Culturale e al Turismo del Comune di Rovereto, ha infatti commentato: «Si chiude un’edizione ampliata di Rovereto & Comics, capace di unire generazioni diverse in un clima di condivisione, nonostante la pioggia. Vedere tanti giovanissimi vivere con entusiasmo gli immaginari pop, dai fumetti ai cartoon, conferma quanto questi linguaggi siano radicati nella nostra cultura. La Biblioteca Civica si dimostra ancora una volta capace di essere un centro culturale popolare vibrante, aperto a nuove sensibilità e attento alle giovani generazioni senza pregiudizi. Un successo di comunità».
Rimane però soprattutto il sapore di un festival che afferma con nitidezza sempre maggiore la propria voce: una voce che punta sulle relazioni e che usa il fumetto come forma contemporanea di vicinanza culturale. In quest’ottica, “Abbraccio. Connessioni disegnate” è stato anche il modo in cui Rovereto & Comics 2026 si è dimostrato un evento moderno e al passo coi tempi, che ha scelto di mettere radici e ancorare il pubblico nel momento presente.
