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RISVEGLIO TIROLESE * LETTERA APERTA AL SINDACO DI TRENTO: «CESARE BATTISTI, UNA PARTE DELLA POPOLAZIONE DEL TRENTINO/TIROLO NON SI SENTE RAPPRESENTATA DALLA FIGURA MITIZZATA»

Scritto da
22.01 - venerdì 10 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Gentile Signor Sindaco, gentili Signore e Signori,

in occasione della ricorrenza del 12 luglio e delle relative consuete celebrazioni in onore di Cesare Battisti, gradiremmo sottoporre alla Vostra cortese attenzione alcune riflessioni, cioè il punto di vista di quella parte, del cui pensiero le celebrazioni ufficiali non hanno mai tenuto conto.

Alla mitizzata figura di Cesare Battisti si dà sempre un valore assoluto. Noi riteniamo invece che, quantomeno se vista da Trento, alla stessa figura sia più corretto riservare un valore relativo, ammettendo così l’esistenza di alcune realtà, inconfutabili, oltre quella ufficiale che lo rappresenta come martire ed eroe nazionale italiano, di stampo risorgimentale.

La nostra non è contestazione di ciò, bensì invito ad una valutazione più completa ed articolata assumendo, come atto dovuto, un punto di vista “più trentino”.

Va innanzitutto detto che la medaglia del martire ed eroe nazionale ha senz’altro un rovescio, non tale da annullarne la lucentezza, sia chiaro, ma che non va tuttavia sottaciuto: visto dalla parte del suo paese di allora, l’Austria-Ungheria, di cui anche il Trentino/Tirolo meridionale faceva parte, il martire ed eroe nazionale italiano non può ovviamente non apparire come alto traditore della patria, al quale fu applicata la pena prevista dalla legge marziale, all’epoca vigente.

E tuttavia preme qui maggiormente evidenziare il fatto, storicamente accertato, che Cesare Battisti, per la popolazione della sua terra e del suo tempo, non fu un capopopolo, come un secolo prima fu Andreas Hofer, né un mito, semmai il contrario. Egli inoltre s’impegnò, con tutte le sue forze, affinché l’Italia dichiarasse guerra all’Austria-Ungheria (peraltro pur essendone alleata) e portasse la guerra dentro le città e paesi di casa sua, che egli stesso era pronto a bombardare, e contro la sua gente, sulla quale egli stesso era pronto a sparare.

Oggi, pur riconoscendogli di aver sacrificato la propria vita per la causa in cui credeva, quantomeno una parte della popolazione del Trentino/Tirolo meridionale non si sente per nulla rappresentata dal mito di Cesare Battisti: si tratta certamente della popolazione che ha conservato l’originaria identità tirolese, e forse anche di qualche altro segmento di popolazione.

Ebbene, noi chiediamo che, d’ora in avanti, nei protocolli e ricorrenze ufficiali inerenti la figura del Battisti si tenga conto di tutta la complessità ed anche delle sensibilità qui rappresentate: ciò, per rispetto della verità storica e delle genti trentine, di allora e di oggi.
Si tenga inoltre presente la necessità che le istituzioni e classi dirigenti di questa terra si dedichino, finalmente, ad un sereno recupero identitario, anche mettendo in pacifica discussione un atteggiamento acriticamente reverenziale nei confronti di miti irredentisti e nazionali chiaramente rappresentanti quella negazione identitaria che, protratta per decenni, sta inevitabilmente portando l’originaria spinta “asarina” legittimante l’Autonomia ad esaurirsi, e quindi all’assimilazione del Trentino/Tirolo meridionale quale ottava, certamente marginale, provincia del Veneto.

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Risveglio Tirolese
Franco Beber – Presidente
Paolo Monti – Portavoce

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