(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I servizi socio-educativi per la prima infanzia in Trentino Anno educativo 2024/2025. Nell’anno educativo 2024/2025 l’offerta pubblica del servizio nido d’infanzia si articola in 108 servizi presenti sul territorio provinciale con una capacità ricettiva di 4.115 posti (di cui il 71,8% gestito in convenzione con organizzazioni private), in aumento del 4,2% sull’anno precedente.
La maggior parte del personale educativo impegnato nel servizio di nido d’infanzia pubblico svolge l’attività con modalità part-time (78,2%) ed è in crescita la quota di coloro che hanno fatto un percorso formativo universitario (46,4%).
L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) presenta i dati sui servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia (bambini fino ai tre anni) relativi all’anno educativo 2024/2025. I dati presentati derivano dall’indagine “Rilevazione sui servizi socio-educativi per la prima infanzia”, condotta dallo stesso ISPAT e articolata in diversi moduli in base alla tipologia di servizio offerto (servizio nido d’infanzia e servizio integrativo pubblici, sostegno finanziario pubblico al nido familiare – Tagesmutter, nidi aziendali e servizi a titolarità privata).
Offerta pubblica del servizio nido d’infanzia
Servizi, posti, gestione e distribuzione territoriale
L’anno educativo 2024/2025 registra la presenza di 108 servizi di nido1, con una capacità ricettiva che a fine anno educativo è di 4.115 posti2. La distribuzione territoriale dell’offerta rimane caratterizzata dalla concentrazione di quasi metà dei servizi nelle aree delle due città maggiori (30 servizi per 1.267 posti nel Territorio Val d’Adige e 18 servizi con 857 posti in Vallagarina). L’unica area provinciale priva di offerta pubblica rimane la Comunità della Paganella. L’ente pubblico titolare ha affidato la gestione del servizio a organizzazioni private, soprattutto cooperative sociali, in otto casi su dieci (80,6%); sono dunque gestiti in convenzione oltre i due terzi dei posti disponibili (2.956 dei 4.115 totali, pari al 71,8%).
Iscritti
Nel periodo considerato (escluso il mese di agosto) la media degli iscritti è pari a 3.960 bambini, con valori sopra la media nel periodo da gennaio a giugno. In continuità con gli anni precedenti, la modalità prevalente di utilizzo del servizio resta l’orario intero (90,9% escludendo agosto); per il part-time la fascia oraria preferita rimane quella mattutina (7,9% degli iscritti). La quota di bambini con cittadinanza straniera è pari al 7,2% degli iscritti (inferiore al 7,8% dell’anno precedente), quasi tutti nati in Italia (94,8%). Uno su cinque ha cittadinanza romena (19,6%) e uno su sette albanese (15%).
Personale: modalità di lavoro
Tra gli operatori impegnati nell’erogazione del servizio, sette su dieci sono educatori (69,9%), comprendendo anche quelli di sostegno, mentre la restante quota è formata dagli addetti ai servizi generali. Tra gli educatori, poco meno di due su tre hanno un contratto a tempo indeterminato (63,9%). In questa tipologia contrattuale il 26,9% è a tempo pieno, a fronte dell’12,8% tra gli assunti a tempo determinato. Complessivamente, gli educatori a tempo pieno sono il 21,8% degli educatori impiegati nel servizio. Gli educatori a part-time sono prevalentemente concentrati nella modalità oraria oltre le 24 ore settimanali tra quelli con contratto a tempo indeterminato (61,4%), mentre tra i colleghi con contratto a termine le quote tra l’orario inferiore a 24 ore settimanali e quello superiore si equivalgono (44% la prima e 43,2% la seconda).
Se si guarda al tipo di gestione, l’avvicinamento registrato negli ultimi anni educativi tra le quote degli educatori assunti a tempo indeterminato nella gestione diretta e nella gestione indiretta, con una più alta percentuale nella prima, si è completato e invertito: non è più prevalente la quota degli educatori a tempo indeterminato nei servizi a gestione diretta (61,9%) ma quella dei loro colleghi nella gestione indiretta (64,8%).
Personale: caratteristiche degli educatori
Nel considerare i requisiti posseduti attinenti al lavoro di educatore, emerge che nei servizi gestiti direttamente il 24,8% degli educatori possiede un diploma senza attestato di qualifica, mentre nei servizi affidati a terzi questa situazione è condivisa solo dal 18,7% degli educatori.
Analizzando insieme gestione diretta e indiretta, gli educatori con un contratto a tempo determinato sono più giovani dei colleghi con contratto a tempo indeterminato: il 47,5% è tra i 25 e i 34 anni contro il 30,4% e il 26,8% ha meno di 25 anni a fronte dell’1,9%. Considerando il tipo di gestione, nei nidi a gestione diretta gli educatori con un’età fino a 34 anni sono il 25,1% del personale educativo, mentre nei servizi gestiti dai privati sono il 57,5%.
Rette
Nell’anno educativo 2024/2025, i titolari della funzione di nido sono 56 enti pubblici, di cui 40 con una o più convenzioni con altri enti locali, ai quali hanno offerto posti nelle strutture presenti nei propri territori3. Nella quasi totalità dei casi (37) tra l’Ente sede di nido e i Comuni convenzionati sono state applicate le stesse tariffe per le rette di frequenza. Nell’analisi proposta si considerano gli Enti sede di nido, con riferimento alla modalità prevalente dell’orario intero4. L’importo della quota mensile minima è concentrato nella fascia 150-199 euro (42,9%), quello della retta massima tra 300 e 349 euro (30,4%). I valori medi degli importi minimo e massimo sono rispettivamente pari a 147 e 357 euro (figura 2 e figura 3). La distribuzione delle rette mensili dell’orario intero, a carico delle famiglie, evidenzia che la maggioranza relativa dei bambini iscritti al 31 gennaio 2025 si colloca nella fascia 266- 304 euro (20,8%).
Liste d’attesa e rapporto tra domanda e offerta del servizio
Delle complessive 3.776 domande presentate dalle famiglie per usufruire del servizio di nido nell’anno educativo rilevato, il 9,2% è decaduto per decisione delle stesse famiglie e l’1,5% è stato annullato d’ufficio. Delle restanti 3.370 richieste, il 67,9% ha ottenuto una risposta positiva e il 32,1% (pari a 1.081 bambini) è rimasto in lista d’attesa.
Sul territorio provinciale la domanda effettiva del servizio di nido viene completamente soddisfatta solo nella Comunità di Primiero5. Diverse comunità coprono almeno l’80% delle richieste: il Territorio Val d’Adige (96,3%), gli Altipiani Cimbri (93,9%), la Val di Fiemme (89,5%), la Vallagarina (87,4%), le Giudicarie (86,9%) e la Valle di Cembra (84,4%). Invece, al di sotto del 50% si trovano l’area della Valsugana e Tesino (45,8%) e della Valle di Sole (37,9%) (figura 1). Va tenuto presente che, dato il calo delle nascite, si è ridotto il gap fra bambini e posti nei nidi: i bambini di età inferiore ai tre anni sono passati da 12.083 nel 2023 a 11.642 nel 2024 (-3,8%), mentre la capienza dei nidi è passata da 3.948 a
4.115 posti (+4,2%). A livello provinciale, la percentuale di copertura della domanda espressa è del 79,2%. Rispetto alla domanda potenziale (bambini residenti di età inferiore ai tre anni), sull’intero territorio provinciale i posti di nido offerti dal servizio pubblico passano dal 32,7% dello scorso anno educativo al 35,3%, con valori sopra la media nel Territorio Val d’Adige (47,5%), negli Altipiani Cimbri (44,7%), nella Vallagarina (42,1%), nella Valle di Sole (38,4%), nella Valle di Cembra (38,2%) e nell’Alta Valsugana (36,7%), mentre l’incidenza più bassa viene registrata nella Valle di Fassa (14,5%).
Servizi integrativi al nido d’infanzia: Centro genitori-bambini
Come indicato nello scorso anno educativo, anche per il 2024/2025 l’unico servizio integrativo al nido d’infanzia attivato nel territorio provinciale è stato il “Centro genitori e bambini” del Comune di Trento6. Le varie attività sono state erogate nella fascia mattutina e nei pomeriggi di martedì e venerdì, da ottobre 2024 a giugno 2025. I posti complessivi disponibili – calcolati sommando le capienze di ciascuno spazio utilizzato sulla base della programmazione settimanale – sono 130, coinvolgendo 208 bambini e bambine appartenenti a 195 famiglie. Le ore di frequenza sono state in tutto 5.444, con una media pro capite di 4 ore mensili di utilizzo del servizio. Le attività sono state proposte da 3 educatrici, tutte con diploma di scuola secondaria di secondo grado e attestato di qualifica (di educatore nei nidi d’infanzia o di puericultrice), con un’età compresa tra i 35 e i 54 anni.
Sostegno dei Comuni al servizio di nido familiare – Tagesmutter
Distribuzione territoriale
Nel periodo considerato, gli enti locali (principalmente Comuni, ma anche Comunità di valle e un’Unione di comuni)7 che hanno deliberato il sostegno finanziario al servizio Tagesmutter sono 89, coinvolgendo 110 Comuni (66,3% di tutti i Comuni). Degli 89 enti con la possibilità di riconoscere un sostegno finanziario a questo servizio, utilizzando il contributo provinciale8, 30 enti (pari al 33,7%) non hanno ricevuto richieste. I dati presentati fanno quindi riferimento ai restanti 63 enti che hanno di fatto riconosciuto un aiuto finanziario alle famiglie.
Frequentanti e ore sostenute
Il servizio di nido familiare riconosciuto con il sostegno pubblico interessa 580 bambini, appartenenti a 562 nuclei familiari. Il periodo di maggior utilizzo del servizio, con oltre 400 bambini frequentanti, è quello da febbraio a luglio, mentre il mese con il più alto monte ore riconosciuto con il contributo pubblico è luglio (41.081 ore). La maggior parte delle famiglie ha ottenuto un contributo orario compreso tra 4 e 5 euro (240 famiglie, pari al 42,7%) e una famiglia su tre ha percepito un’integrazione superiore a 5 euro (185 famiglie, pari al 32,9%).
Servizio offerto dai privati
Servizi, posti, gestione e distribuzione territoriale
Per quanto riguarda l’iniziativa privata per il servizio di nido, delle 41 unità individuate per la rilevazione dell’anno educativo 2024/2025, 37 hanno risposto al questionario, segnalando una capienza complessiva di 716 posti9. Tali strutture sono soprattutto nella Piana Rotaliana (7 nidi per 164 posti, pari al 22,9% dei posti segnalati), nella Valsugana (Alta Valsugana e Bersntol con 113 posti, pari al 15,8%; Valsugana e Tesino con 91 posti, pari al 12,7%), nella Vallagarina (87 posti, pari al 12,2%) e nella Val di Non (80 posti, pari al 11,2%). Non sono state individuate strutture private nella Val di Fiemme, nel Primiero, nella Valle di Cembra, nella Valle di Sole, nella Val di Fassa, negli Altipiani Cimbri e nella Valle dei Laghi.
Iscritti
Considerando i dati raccolti, i mesi con le più alte adesioni sono maggio (705 iscritti), giugno (703 iscritti), aprile (693 iscritti), luglio (688 iscritti) e marzo (679 iscritti).
Personale
Complessivamente, nelle strutture private rilevate si contano 178 operatori, suddivisi tra titolari (37 persone), educatori (120 persone) e personale addetto ai servizi generali (21 persone). Tra i 141 dipendenti, la maggioranza è a tempo indeterminato (67,4%) e sette operatori su dieci sono impegnati a tempo parziale (68,1%). Invece i titolari sono tutti occupati a tempo pieno. Tra coloro che svolgono la funzione di educatore, un terzo ha conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado in ambito socio-educativo-assistenziale a cui ha affiancato l’attestato di “Qualifica di educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi” (33,6%); uno su quattro è in possesso di una laurea in materie pedagogiche/educative con competenze pratiche acquisite tramite un tirocinio universitario (24%), mentre uno su cinque non ha più di un diploma con una qualifica diversa da quella di educatore nei nidi d’infanzia (18,5%). Per quanto riguarda l’età, la maggioranza degli educatori impegnati nei nidi privati ha meno di 35 anni (54,8%).
Nidi aziendali
Iscritti
Nel periodo considerato sono attivi quattro nidi aziendali (tre nell’area del capoluogo e uno aperto nel settembre 2022 nel territorio della Comunità della Vallagarina)10. L’apertura del servizio per tutti i nidi copre la settimana lavorativa nella fascia mattutina e pomeridiana/serale, con un orario giornaliero che va dalle 9 ore e mezza alle 15 ore. Nell’insieme, i posti messi a disposizione sono stati 103, come la media mensile degli iscritti escluso agosto11. Rispetto alla frequenza del servizio, la media mensile di presenze è stata di 1.595 ore, sempre escludendo agosto, e i mesi con la presenza più alta sono stati ottobre (1.831 ore) e luglio (1.742 ore).
Personale
Il personale impiegato è formato da 28 educatori (18 a tempo indeterminato) e 13 addetti ai servizi generali (9 a tempo indeterminato). Per la maggior parte, gli educatori hanno conseguito la qualifica di educatore nei nidi d’infanzia (11 con diploma e 4 con la laurea) e sei su dieci hanno meno di 35 anni (64,3%).
Il Trentino nel contesto nazionale
Copertura dei servizi alla prima infanzia
A livello italiano, gli ultimi dati disponibili sul sistema di offerta dei servizi educativi per la prima infanzia sono riferiti al 2023 e sono stati raccolti con l’indagine Istat sui nidi e i servizi integrativi per la prima
infanzia, condotta all’interno della rilevazione nazionale sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli e associati12.
Nel 2023, con 31,6 posti ogni 100 bambini residenti d’età inferiore ai tre anni si è consolidato il valore massimo raggiunto nell’anno precedente della copertura complessiva dell’offerta a titolarità pubblica e privata sul territorio nazionale13. Le aree territoriali in cui si registrano i maggiori livelli di copertura dell’offerta di servizi sono: Umbria (48,4%), Emilia-Romagna (44,4%), Valle d’Aosta (44,3%), Trentino (42,3%), Toscana (41,8%) e Friuli-Venezia Giulia (40,4%). Permangono le differenze territoriali segnalate nelle precedenti rilevazioni nazionali: Centro Italia (40,4%), Nord-est (39,1%) e Nord-ovest (36,6%), con quote percentuali di copertura superiori alla media nazionale e oltre il livello essenziale delle prestazioni fissato al 33%, mentre Isole (19,5%) e Sud (19%), pur migliorando negli anni la quota di copertura, si mantengono a poco più della metà del parametro europeo.
Presa in carico degli utenti nei servizi con finanziamento pubblico
Se si considera l’indicatore di presa in carico dei bambini nei servizi finanziati con risorse pubbliche rispetto ai residenti con età inferiore ai tre anni, al primo posto troviamo il Friuli-Venezia Giulia (40,5%), al secondo la provincia di Trento (34,7%), al terzo l’Emilia-Romagna (34,4%), al quarto la Valle d’Aosta (34%) e al quinto la Toscana (30,2%). La media italiana è del 18,5% (figura 4).
