(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“SCUOLE DELL’INFANZIA E IL CASO DI SPIAZZO: L’ASSESSORA GEROSA SMENTISCE LE SUE STESSE PROMESSE, STRUTTURE SATURE E MODELLI TROPPO RIGIDI”.
Le rigidità del modello gestionale della Provincia Autonoma di Trento tornano a colpire il sistema delle scuole dell’infanzia, penalizzando famiglie, personale e comitati di gestione. L’ultimo caso emblematico è quello della scuola equiparata di Spiazzo, nelle Giudicarie, dove il ritiro di un solo bambino ha fatto scattare il taglio di un’intera sezione, portando la struttura da cinque a quattro sezioni.
A sollevare il caso è la consigliera provinciale Francesca Parolari, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta per chiedere chiarimenti immediati sulle scelte organizzative del Programma Annuale 2026/2027.
A Spiazzo, il passaggio da 98 a 97 iscritti ha comportato la perdita della quinta sezione. Le quattro sezioni rimanenti risultano ora completamente “sature”.
“Cristallizzare i dati delle iscrizioni a febbraio e, per la determinazione delle sezioni a giugno, tenere conto solo dei ritiri e non delle nuove domande o delle pre-iscrizioni di gennaio è un paradosso eclatante”, attacca Parolari.
La conseguenza è pesante: salvo ulteriori ritiri, la scuola di Spiazzo non potrà più accogliere nessun bambino per tutto l’anno scolastico, ignorando la naturale flessibilità di un bacino d’utenza così ampio.
Rigidità che si riflettono anche sulla gestione del servizio di prolungamento orario, mettendo in seria difficoltà la conciliazione vita-lavoro delle famiglie.
L’interrogazione punta il dito contro il mancato rispetto degli impegni assunti in Aula dall’Assessora all’Istruzione, Francesca Gerosa. L’Assessora aveva promesso di ridurre da 24 a 23 il numero massimo di bambini per sezione, sia per migliorare la qualità didattica e le condizioni di lavoro, sia per arginare l’impatto del calo demografico. Nel programma annuale approvato venerdì scorso, invece, il limite di 24 bambini è stato ufficialmente confermato, portando al taglio di 7 sezioni a livello provinciale. Se il limite fosse stato abbassato a 23, la scuola di Spiazzo avrebbe mantenuto la sua quinta sezione, evitando il rimescolamento dei bambini e la perdita di posti di lavoro per docenti e personale ausiliario.
Per tamponare le criticità, la Provincia ha introdotto una sperimentazione che prevede l’assegnazione di un insegnante aggiuntivo (per 25 ore settimanali) nelle scuole con sezioni sature. Una misura che riguarderà 15 docenti, concentrati soprattutto in realtà piccolissime, persino in scuole mono-sezione.
Parolari definisce i contorni di questa manovra “del tutto fumosi”:
Non sono esplicitati i presupposti pedagogici né i compiti specifici della figura di supporto.
Vi è il forte sospetto che la misura serva solo a ricollocare personale rimasto senza sezione o, peggio, che diventi l’escamotage per stipare bambini oltre i limiti consentiti nelle sezioni sature, aumentando il carico di lavoro del personale (anche ausiliario) senza potenziare l’organico complessivo.
Attraverso l’interrogazione, la consigliera Parolari interroga formalmente la Giunta provinciale per sapere:
Come si intende intervenire per rispondere alle domande di iscrizione che rimarranno escluse a Spiazzo.
Se vi sia la volontà di superare le rigidità di un modello gestionale che penalizza la scuola dell’infanzia.
I motivi per cui l’Assessora Gerosa sia venuta meno all’impegno di ridurre a 23 il limite di bambini per sezione.
Quali siano gli obiettivi didattici e i criteri tecnici alla base del “potenziamento” sperimentale, in particolare nelle scuole
mono-sezione.
Se la Giunta possa escludere categoricamente che l’insegnante di supporto venga usato come deroga per accogliere iscrizioni in esubero in sezioni già sature.
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cons.ra Francesca Parolari
Gruppo PD del Trentino
