(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un’altra gestione associata sembra avviata allo scioglimento (Pomarolo-Nogaredo) e la Giunta, dopo aver disincentivato il modello, agisce da matrigna cattiva,
La consigliera provinciale del PD del Trentino Francesca Parolari, con una articolata interrogazione, affronta la questione del mancato sostegno alle gestione associate da parte della Giunta provinciale, che ha affossato il modello istituito a suo tempo, e ora taglia anche i fondi ai Comuni e ne riduce l’azione.
E’ notizia di questi giorni che stia per essere sciolta l’ennesima gestione associata, quella fra i Comuni di Pomarolo e Nogaredo che, senza motivazioni fondate, abbandonerebbe dieci anni di buona amministrazione condivisa per tornare ognuno nel “piccolo orticello”, con disagi e aumenti di spesa, in un momento storico nel quale le risorse trasferite ai Comuni sono in continua contrazione.
Con la Riforma istituzionale del 2014 era stata disegnata una profonda ridefinizione nell’organizzazione degli enti territoriali trentini inserendo le gestioni associate di funzioni, compiti e attività dei Comuni con l’obiettivo non solo di efficientare le spese degli enti territoriali ma anche di sostenere uno sviluppo locale che permettesse di essere protagonisti delle proprie politiche attraverso un riassetto istituzionale che li rendesse più forti e con la prospettiva di attuare nel tempo la fusione degli enti coinvolti.
I risultati raggiunti sono stati positivi, infatti tra il 2015 e il 2020 le fusioni dei comuni attuate hanno portato alla soppressione di circa 80 enti e alla nascita di 26 nuovi comuni, garantendo continuità dei servizi ai cittadini, miglioramento della qualità, riduzione di costi, razionalizzazione dell’organizzazione delle funzioni e dei servizi.
Uno dei primi atti della nuova giunta Fugatti, nel dicembre 2018, è stata l’abolizione dell’obbligo di gestione associata fra i Comuni e, questa scelta, ha spinto allo scioglimento di molti ambiti associativi che erano già stati istituiti.
Altra conseguenza, voluta, quella di creare una dipendenza finanziaria ancora più stretta con l’amministrazione provinciale.
Per far quadrare i conti però la Giunta si trova a dover operare tagli ai Comuni più grandi per aiutare quelli in difficoltà finanziarie, come emerge nella bozza di protocollo d’intesa presentato in questi giorni al Consiglio delle Autonomie Locali.
Inoltre, anzichè incrementare l’autonomia degli enti locali, sulla base del principio di sussidiarietà che garantisce tra l’altro appropriatezza e quindi efficienza, centralizza e avoca a sé funzioni che non le sono proprie. L’esempio recente più eclatante è il preannunciato contributo per ridurre le rette dei nidi che verrà erogato dalla Provincia direttamente alle famiglie, bypassando i Comuni. Stessa cosa dicasi per le iniziative estive, promosse da sempre da Comuni, associazioni, enti non profit che verranno ora organizzate dalla Provincia attraverso il terzo settore.
Per questo la consigliera Parolari chiede alla Giunta provinciale il quadro attuale relativo alle gestioni associate e alle fusioni dei Comuni trentini e quali azioni strategiche nonchè quali strumenti innovativi pensa di introdurre, per ridurre la sofferenza e dare stabilità finanziaria ai Comuni trentini, supportarli nel miglioramento continuo dei servizi erogati, recuperare margini di efficienza e incrementarne l’attrattività sia dal punto di vista politico che tecnico-amministrativo.
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cons.ra provinciale Francesca Parolari PD del Trentino
