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“ORIENTE OCCIDENTE “- ROVERETO (TN): «GLI APPUNTAMENTI DI SABATO 6 E DOMENICA 7, CON IL “DANCE FESTIVAL”»

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10.10 - sabato 6 settembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 45° Oriente Occidente Dance Festival entra nel vivo con una giornata che intreccia performance site-specific, ospiti internazionali e grandi prime nazionali, confermando Rovereto come luogo in incontro internazionale per la danza contemporanea, il pensiero critico e la ricerca sulla pluralità dei corpi. Ieri Auditorium Melotti sold out per l’apertura dei teatri con la Yue Yin Dance Company.

 

6 SETTEMBRE
La giornata si apre con Elsewhere is forward di Robin Lamothe / Collective/less, alle ore 10.30 al Fossato del Castello – Mitag, una creazione site-specific in prima nazionale che riflette sul corpo urbano e sulla memoria. Alle 11 si recupera lo spettacolo Épiphytes, della compagnia Cie des chaussons rouges, in programma per ieri alle 18 in Piazzale Caduti sul Lavoro ma rimandato a causa del vento forte.

Nel pomeriggio, il programma si articola in due appuntamenti. Alle ore 18 allo Smart Lab – Centro Giovani Rovereto si tiene l’incontro del ciclo Linguaggi con Storie da maschi | Romanzo di un maschio delle Eterobasiche, moderato da Condominio 101 e organizzato in collaborazione con Cooperativa Smart.
Alla stessa ora, nella Piazza del Mart, Amanda Piña presenta To Bloom – Prácticas de Florecimiento, un rituale performativo dedicato alla fioritura collettiva. La serata si chiude al Teatro Zandonai con la prima nazionale Monument 0.10: The Living Monument di Eszter Salamon / Carte Blanche (inizio alle ore 20), un’opera potente che trasforma il concetto di monumento in materia viva, fluida e partecipata.

 

7 SETTEMBRE
La giornata di domenica 7 settembre si apre alle 11 al Muse con Mountains in Resistance, evento che conclude il progetto The School of Mountains and Waters di Amanda Piña: una camminata performativa attorno al museo che diventa pratica collettiva di ascolto e relazione con il paesaggio. Nel pomeriggio, alle 16.30 al Mitag, il museo organizza in occasione dell’iniziativa Palazzi Aperti, una visita guidata gratuita su prenotazione alla mostra E noi che ne sappiamo?

Riflessioni sul colonialismo italiano condotta dal direttore Francesco Frizzera; a seguire, alle 18 nella Sala Conferenze del Mitag per il ciclo Linguaggi, il dialogo Storie coloniali- Veri italiani.

Memorie coloniali e post-coloniali tra cinema e arti visive con Alberto Brodesco e Martina Melilli con introduzione del direttore del Mitag Francesco Frizzera, anche curatore della mostra dedicata al colonialismo italiano. L’incontro metterà in luce come le immagini – dal cinema alle arti visive – hanno tradizionalmente raccontato il colonialismo italiano: una narrazione edulcorata che ha spesso legittimato il dominio attraverso stereotipi e storie romantiche.

Oggi ripensare l’immaginario coloniale significa smontare questa visione e provare ad aprire nuove letture di quel pezzo di storia, attraverso un percorso di decolonizzazione dello sguardo di chi ascolta, ma anche – o forse soprattutto – di chi racconta.

La giornata si conclude alle 20.30 all’Auditorium Melotti con la prima assoluta di Birdsong di Salvo Lombardo / Cie Chiasma, una creazione che rimedia antichi codici sonori tra umano e non umano e li trasforma in materia coreografica. Ispirato all’antica arte del “chioccolo” – imitazione dei richiami degli uccelli – lo spettacolo intreccia danza, voce e memoria con le interpreti Marta Ciappina, Daria Greco e Camillo Prosdocimo, raro imitatore italiano di canti aviari. Birdsong esplora il concetto di richiamo come gesto evocativo, interrogando il rapporto tra corpo, voce e comunicazione non umana.

Lontano da ogni riferimento venatorio, il lavoro si fa concerto coreografico, attraversando natura e cultura, memoria e desiderio. È ancora possibile acquistare i biglietti: il box office è aperto dalle 13 alle 20 ogni giorno fino al 13 settembre al piano terra di Corso Rosmini 58.

Gli eventi di Oriente Occidente sono accessibili a persone con ridotta mobilità, hanno audio-introduzioni per pubblico cieco e ipovedente e i luoghi di spettacolo sono dotati di spazi di decompressione sensoriale.

 

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