(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Rifugio Chiusa, sparisce la segnaletica solo in tedesco – Urzì (FdI): ma scoppia il caso a Velturno. Il cartello monolingue (solo in tedesco) con indicata la sigla dell’Avs (Alpenverein) che indicava il rifugio Chiusa sopra Lazfons non c’è più. Lo hanno appurato i frequentatori della montagna che ce lo hanno confermato. A poche decine di metri rimangono quelli rigorosamente e splendidamente bilingui del Cai, quindi l’informazione all’utenza di tutti i gruppi linguistici è garantita.
Da una parte un modello negativo che non c’è più, dall’altra un modello positivo che rende l’idea di quello che dovrebbe essere l’Alto Adige plurilingue. Da una parte l’arroganza e l’affermazione del primato di uno sugli altri dall’altra il rispetto di tutti.
Perché è così difficile capirlo?
Intanto però gli altoatesini che frequentano la montagna ci segnalano il pessimo esempio di Velturno dove è distribuita una miriade di cartelli di segnalazione dei sentieri solo in tedesco anche se indicano nemmeno dei luoghi ma dei nomi di tracciati escursionistici “del castagno” oppure “sentiero Panorama”. Neanche per questi si riesce ad usare anche la lingua italiana, e le indicazioni sono tutte rigorosamente in tedesco.
Ad apporli si presume la vecchia associazione turistica di Velturno oggi associata nella associazione turistica di Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro. Siamo certi che qualcuno vorrà intervenire per riuscire a fare rispettare il bilinguismo ma soprattutto mostrare l’accoglienza dell’Alto Adige anche ai turisti e residenti italiani. Lo ha dichiarato l’On. Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige
