(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Verdi concausa del disagio perché riducono gli eletti italiani – Urzì (FdI) a sen. Floridia, riforma successo di FdI. Se anche una rappresentante di vertice dei Verdi a livello parlamentare come la senatrice di Europa Verde Aurora Floridia attesta alla riforma dello statuto di autonomia un carattere di importante innovazione, tanto da votarla, beh vuole dire che abbiamo realizzato un capolavoro capace di unire in un progetto di aggiornamento dello statuto tutte le componenti dell’arco parlamentare. Quello che alla sinistra non era mai riuscito prima.
La senatrice Floridia sostiene che il prezzo che si è dovuto pagare è stato estremamente alto, ossia quello di portare al governo provinciale Fratelli D’Italia, in questo la smentiamo, perché la riforma dello statuto di autonomia è stata possibile solo in virtù di Fratelli D’Italia al governo della Nazione e della Provincia, quindi l’esatto contrario di ciò che dice Florida, realizzando tutte quelle condizioni per risolvere i problemi seguiti all’introduzione della riforma costituzionale del 2001 imposta dalla sinistra e che tutti i governi di sinistra non avevano mai affrontato negli anni a seguire nascondendo la polvere sotto il tappeto. C’è voluta Giorgia Meloni.
Con la destra non solo si è messo mano ad una riforma dell’autonomia capace di accogliere consenso trasversale, ma per la prima volta si sono introdotte norme per il riequilibrio fra i gruppi linguistici e per rispondere a precise esigenze del gruppo linguistico italiano. A proposito di disagio.
I Verdi ne prendono atto, essendo loro stessi fra i soggetti che il disagio degli italiani hanno contribuito a costruire partendo dalla riduzione della rappresentatività istituzionale della comunità italiana nei comuni e in provincia. Tanti sono infatti gli italiani che votano liste interetniche nelle parole ma che poi esprimono eletti solo del gruppo linguistico tedesco, come in Provincia, e questo contribuisce a rendere sempre meno rappresentato il gruppo italiano.
Da qui anche la proposta di modifica della norma statutaria che prevede la possibilità di superare il vincolo del numero dei consiglieri provinciali come parametro per comporre, in termini proporzionali, la giunta provinciale agganciandosi al dato reale del censimento linguistico.
Proprio una norma che ci potrebbe salvare dai Verdi che fanno perdere eletti del gruppo linguistico italiano, alimentandone il disagio.
Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, relatore della riforma dello statuto di autonomia del Trentino Alto Adige alla Camera dei deputati.
