(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Ancora una volta i fatti smentiscono chi, in questi mesi, ha criticato il Governo.
L’Italia è stata il primo Paese in Europa a denunciare che una transizione costruita senza gradualità, senza neutralità tecnologica e senza una vera strategia industriale avrebbe messo a rischio migliaia di posti di lavoro e la competitività del settore automotive.
Oggi quella previsione si è purtroppo avverata: la crisi investe l’intera industria automobilistica europea, come dimostrano le gravi difficoltà che stanno attraversando anche grandi gruppi come Volkswagen.
Il Governo Meloni, grazie al lavoro del Ministro Adolfo Urso, non è rimasto a guardare.
Ha scelto di difendere la filiera italiana dell’automotive, sostenere le imprese e i lavoratori, chiedere con forza a Bruxelles una revisione delle politiche europee e accompagnare il rilancio di Stellantis con impegni concreti su investimenti, innovazione, produzione e tutela degli stabilimenti italiani.
Mentre altri inseguivano scelte ideologiche, il Governo Meloni ha affrontato il problema con pragmatismo e visione industriale.
Oggi è l’Europa che deve prendere atto che l’Italia aveva ragione: la transizione deve essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo economico, industriale e occupazionale.
Solo così si possono coniugare innovazione, competitività e tutela del lavoro.
Il futuro non si costruisce contrapponendo ambiente e sviluppo, ma trovando un equilibrio tra sostenibilità, industria e lavoro.
È questa la visione del Governo Meloni: accompagnare la transizione ecologica con pragmatismo, gradualità e neutralità tecnologica, senza penalizzare il sistema produttivo e senza mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.
La transizione deve rappresentare una grande opportunità di crescita, innovazione e competitività, non un percorso guidato dall’ideologia.
Solo così sarà possibile coniugare tutela dell’ambiente, sviluppo economico e salvaguardia dell’occupazione, rafforzando il ruolo dell’Italia e dell’industria europea.
