(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il gruppo della Lega Salvini Premier in comune a Trento alza il muro contro la proliferazione delle Zone 30 a Trento. Dopo il clamoroso annullamento del provvedimento “Bologna Città 30” da parte del TAR dell’Emilia Romagna, il gruppo consiliare della Lega ha depositato un’interrogazione per fermare quella che definisce una deriva ideologica e punitiva nei confronti degli automobilisti e del buonsenso. Sulla questione interviene duramente il consigliere e capogruppo della Lega Moranduzzo: “La sentenza di Bologna ha messo nero su bianco quello che la Lega sostiene da tempo: non si può bloccare una città per puro puntiglio politico.
Il TAR ha confermato che i limiti di velocità non possono essere imposti in modo indiscriminato. Eppure, il Sindaco Ianeselli sembra voler ignorare la legge e proseguire con un modello che rischia di esporre il Comune di Trento a una valanga di ricorsi. Non permetteremo che i soldi dei contribuenti trentini vengano sprecati in spese legali per difendere provvedimenti illegittimi e fuori dalla realtà”. L’affondo del consigliere della Lega Ioriatti punta invece sui disagi concreti per i quartieri e le categorie economiche: “Siamo di fronte a un attacco frontale al buonsenso e a chi la città la vive davvero, non solo dietro le scrivanie del palazzo.
Rallentare artificialmente il traffico in quartieri chiave come Mattarello o i Solteri non è sicurezza, è sadismo burocratico. Questa amministrazione di sinistra continua a ignorare che le Zone 30, se istituite senza una reale necessità tecnica, non fanno altro che aumentare le code e lo smog. La Giunta vuole trasformare Trento in un labirinto di divieti, dimenticandosi degli artigiani che hanno tempi di consegna serrati e di chi abita nei sobborghi. Chiediamo trasparenza sui dati: se i numeri non giustificano questi blocchi, è chiaro che l’unico obiettivo è punire chi possiede un’auto. La Lega non permetterà che i residenti delle periferie diventino cittadini di serie B, intrappolati in zone a ostacoli per assecondare un capriccio ideologico che i giudici hanno già bocciato”.
Con l’interrogazione depositata, i consiglieri della Lega esigono risposte immediate su: Legittimità dei provvedimenti: Esistono perizie tecniche per ogni singola via o si sta agendo contro il Codice della Strada? Danni economici: È stato calcolato l’impatto dei tempi di percorrenza sui costi dei servizi e della logistica cittadina? Sicurezza reale: Trasparenza sui dati della sinistrosità nelle aree già limitate (Gardolo e Clarina), senza filtri ideologici. ”La Lega rimarrà sempre dalla parte della libertà di movimento,” conclude la nota. “Basta con le sperimentazioni sulla pelle dei cittadini. Trento deve tornare a correre, non può restare ostaggio di una visione della mobilità che ignora le sentenze e penalizza chi produce”.
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Devid Moranduzzo, capogruppo della Lega
Loris Ioriatti, consigliere comunale Lega
