(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quanto è successo nella sala Ovale della Casa Bianca venerdì 28 febbraio è di una gravità senza precedenti. Mai, nella storia del dopoguerra, si era visto il Presidente degli Stati Uniti aggredire, insultare e ricattare il leader di un paese democratico invaso, intimandogli di obbedire alle sue indicazioni, pena l’essere abbandonato inerme nelle mani del suo aggressore. Il tutto aggravato dagli interventi apertamente volgari, da perfetto bullo di periferia, del suo Vicepresidente.
Con ciò, Donald Trump ha violato non solo le più elementari regole della diplomazia ma il ruolo stesso di mediatore. Un “honest brocker”, infatti, non può recepire acriticamente le posizioni dell’aggressore rifiutandosi, invece, di ascoltare quelle dell’aggredito. Arrivando, addirittura, a disconoscere l’esistenza stessa di un aggressore.
Tutto ciò, oltre a costituire un possibile colpo mortale per l’indipendenza dell’Ucraina apre, allo stesso tempo, una divisione sempre più profonda tra Stati Uniti ed Europa. Dopo quanto è successo, i paesi europei devono essere consapevoli che sta per essere messa a rischio non solo la nostra sicurezza ma la stessa sopravvivenza dell’Unione.
È arrivato quindi il momento di dire forte e con fermezza: cambiare per non morire. Di qui, un appello ai nostri leader perché assumano come impegno prioritario la più rapida ed efficace integrazione fra quei paesi che condividono l’obiettivo di avere un’effettiva politica estera e di difesa comuni.
Ora è il momento di restare uniti ed essere chiari nei valori in cui come Europei vogliamo e dobbiamo credere.
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Lista civica Sì Trento
Partito Democratico
Campobase
Europa Verde
