(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nella mattinata di domenica 5 luglio il Corpo Forestale altoatesino ha eseguito il provvedimento di uccisione di un lupo firmato dal Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, a seguito di alcune predazioni avvenute nei pressi della Malga Fojedora, nel comune di Marebbe.
Per il terzo anno consecutivo, la Provincia di Bolzano invece di investire negli strumenti incruenti, i soli comprovatamente efficaci per prevenire le predazioni dei lupi sugli animali allevati, ha preferito ricorrere nuovamente all’uccisione per accontentare gli allevatori, i quali si illudono che ammazzare un lupo possa ridurre i danni economici da loro subiti. Inoltre, il provvedimento di uccisione è stato emanato ed eseguito immediatamente nel fine settimana, proprio per impedire alle associazioni animaliste e ambientaliste di verificare la sua legittimità e, dunque, di sottoporlo allo scrutinio della giustizia italiana.
Negli scorsi anni LAV era riuscita a salvare i lupi entrati nel bersaglio della Provincia autonoma di Bolzano, ad eccezione di un individuo anch’esso brutalmente fucilato lo scorso anno. Il procedimento legale avviato da LAV e altre associazioni a seguito della barbara esecuzione non è ancora terminato, ma nemmeno ciò è bastato a fermare la protervia del Presidente Kompatscher, che lo ha portato a riproporre la medesima sanguinaria e inutile strategia lupicida per racimolare una manciata di voti in più tra gli allevatori.
“Alla Provincia di Bolzano non interessa davvero tutelare gli interessi dei propri cittadini – dichiara Federico Crisetig, area animali selvatici LAV – altrimenti, invece di sparare ogni tanto a qualche lupo immolandolo sull’altare del consenso elettorale rurale, peraltro illusorio, si impegnerebbe a sviluppare e diffondere gli strumenti preventivi incruenti sul territorio provinciale, la cui efficacia nel ridurre l’impatto di questi animali sulla zootecnia è scientificamente provata, a differenza delle uccisioni”.
La coesistenza con i grandi carnivori, e con tutti gli animali selvatici, si costruisce soltanto tramite il rispetto nei loro confronti e la piena applicazione delle misure non letali per condividere il territorio con loro. LAV raccoglierà tutti gli elementi necessari per fare ricorso ai tribunali e reclamare giustizia anche per questo lupo, ennesima vittima di un clima d’odio creato e fomentato da una classe politica incapace di salvaguardare l’ambiente e gli animali che lo abitano, come imposto dall’articolo 9 della nostra Costituzione, ma anche gli interessi dei cittadini che dovrebbe rappresentare.
