(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Superare il formalismo per una nuova legittimazione democratica della Regione. Il dibattito recentemente riemerso sulle dinamiche di vertice della Regione impone un’analisi che vada oltre la superficie degli equilibri di coalizione. È necessario riconoscere che il meccanismo dell’alternanza alla Presidenza nato nel 2004, pur essendo nato storicamente come uno strumento di garanzia volto a preservare la coabitazione tra i territori, ha progressivamente smarrito la propria funzione originaria. Quello che un tempo era un delicato contrappeso istituzionale appare oggi, con estrema chiarezza, come un sistema di gestione del potere che rischia di trasformare l’istituzione regionale in un terreno di spartizioni e logiche puramente negoziali, degradandone il prestigio e l’efficacia operativa.
Questa prassi può contribuire a proiettare l’immagine di una Regione ridotta a pura estetica istituzionale, un ente percepito come lontano dalle reali istanze politiche e dai bisogni della cittadinanza. Quando la guida di un ente la cui Autonomia è tutelata dal Trattato Degasperi – Gruber, diventa l’esito di automatismi burocratici o di accordi di palazzo, si finisce inevitabilmente per denigrare la funzione stessa, svuotandola di quella visione politica necessaria per affrontare le sfide del presente. Non si può più accettare che la massima carica regionale sia considerata il terminale di una staffetta preordinata, slegata da un reale confronto sui programmi e sulle visioni di futuro.
Per sottrarre la Regione a questa deriva e restituirle la dignità che le compete, appare imprescindibile il ritorno ad una presidenza “a tempo pieno”. Una soluzione per garantire una Presidenza regionale autorevole che si occupi a tempo pieno delle problematiche comuni, garantendo una visione d’insieme potrebbe vedere il coinvolgimento dei Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, o dei loro delegati, nel ruolo di Vicepresidenti. Ciò permetterebbe finalmente un dialogo anche dal punto di vista di una revisione atta a favorire la cooperazione costruttiva tra le due province poiché esse sarebbero chiamate a confrontarsi e collaborare su temi concreti sottoposti da una guida politica dedicata, trasformando la Regione da un guscio vuoto a un effettivo luogo di sintesi e di governo.
Una proposta chiara e trasparente che può riconsegnare alla Regione la forza e autonomia lontano dalle logiche di mero apparato.
*
Walter Kaswalder
Consiglio Provincia autonoma Trento (Patt)
