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INAIL * INAIL * INFORTUNI LAVORO: «173.899 LE DENUNCE PRESENTATE ENTRO MAGGIO 2026, IN TRENTINO 2.465 / ALTO ADIGE 5.779

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16.26 - lunedì 6 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di maggio. Il confronto con maggio 2025 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+4,6%) e un calo dei decessi (-3,0%), per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+9,7%) e un calo dei casi mortali (-9,3%). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento maggio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 800 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di maggio 2019 alle 715 del 2026, con un calo del 10,6%; rispetto a maggio 2025 si ha un aumento del 3,6% (da 690 a 715). In aumento del 16,8% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 49.522.

 

Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.

I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (maggio 2025 vs maggio 2026) e “di periodo” (gennaio-maggio 2025 vs gennaio-maggio 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.

I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato sui primi cinque mesi, inoltre, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

 

DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di maggio 2026 sono state 173.899, in aumento del 4,6% rispetto alle 166.296 del pari periodo 2025, del 2,3% sul 2024, dell’1,3% sul 2023, del 3,3% sul 2020, e in diminuzione del 32,2% sul 2022, del 2,4% sul 2021 e del 6,3% sul 2019.

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento maggio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 800 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di maggio 2019 alle 715 del 2026, con un calo del 10,6%. Rispetto a maggio 2025 si registra un aumento del 3,6% (da 690 a 715).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,9% del 2019 all’81,4% del 2026 (è stata dell’82,1% nel 2025).

A maggio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +4,5% nella gestione Industria e servizi (dai 147.905 casi del 2025 ai 154.585 del 2026), un -1,2% in Agricoltura (da 9.349 a 9.238) e un +11,4% nel Conto Stato (da 9.042 a 10.076).

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale (+6,1%), il Trasporto e magazzinaggio e il Commercio (+5,1% entrambi), i Servizi di supporto alle imprese (+3,7%), le Costruzioni (+3,4%), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+2,8%) e il comparto Manifatturiero (+2,0%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+7,8%), nel Nord-Ovest (+6,0%), al Centro (+5,6%), al Sud (+4,5%) e nel Nord-Est (+2,1%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Valle d’Aosta (+12,4%), il Lazio (+10,7%), la Sicilia (+10,3%) e la Campania (+7,3%), mentre i decrementi sono presenti solo nella provincia autonoma di Trento (-1,4%).

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +5,8% (da 54.600 a 57.762 casi), sia a quella maschile, con un +4,0% (da 111.696 a 116.137). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+6,8%) e degli italiani (+3,9%).

L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+9,7%), tra i 20-29enni (+6,7%) e tra i 30-39enni (+5,2%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di maggio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 263, otto in meno rispetto alle 271 registrate nel 2025, -17 casi sul 2024, -4 sul 2023, -2 sul 2022, -99 sul 2021 e 2020, -16 sul 2019.

Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 1,2 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di maggio 2019 a 1,08 del 2026 (-10,0%), rispetto a maggio 2025 la diminuzione è del 3,6% (da 1,12 a 1,08).

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 71,4% del 2019 al 73,1% del 2026 (è stata del 71,7% nel 2025).

La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 237 a 231 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 33 a 27), mentre il Conto Stato sale da 1 a 5 decessi.

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi il Trasporto e magazzinaggio (da 33 a 34 denunce mortali), i Servizi di supporto alle imprese (da 11 a 22), la Fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (da 6 a 8), la Sanità e assistenza sociale (da 3 a 7) e le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 1 a 5), per i decrementi le Costruzioni (da 45 a 44), le Attività manifatturiere (da 43 a 30) e il Commercio (da 33 a 22).

Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 65 a 59), nel Nord-Est (da 62 a 59), al Centro (da 47 a 44) e nel Nord-Ovest (da 70 a 68), e incrementi nelle Isole (da 27 a 33). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Basilicata (-7), l’Abruzzo (-5), il Friuli-Venezia Giulia (-4), la provincia autonoma di Bolzano e l’Umbria (-3 ciascuna), mentre per gli aumenti la Puglia (+4), la Sicilia, Sardegna ed Emilia-Romagna (+3 ciascuna).

Il calo rilevato nel confronto dei primi cinque mesi 2025-2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 256 a 241; in aumento i decessi per le lavoratrici (da 15 a 22). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 215 a 191), aumentano quelle degli stranieri (da 56 a 72).

L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali tra i 60-74enni (da 45 a 70 casi), tra i 30-39enni (da 23 a 28) e tra i 20-24enni (da 7 a 8), e riduzioni in particolare per i 45-59enni (da 158 a 127).

 

DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di maggio 2026 sono stati 39.742, in aumento del 9,7% rispetto ai 36.226 del 2025, del 6,5% rispetto al 2024, del 14,8% sul 2023, del 22,0% sul 2022, del 62,4% sul 2021, del 78,1% sul 2020 e del 3,8% sul 2019.

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,1% del 2019 al 18,6% del 2026 (è stata del 17,9% nel 2025).

A maggio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +9,6% nella gestione Industria e servizi (dai 31.845 casi del 2025 ai 34.896 del 2026), un -7,7% in Agricoltura (da 561 a 518) e un +13,3% nel Conto Stato (da 3.820 a 4.328).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+14,2%), nel Nord-Est (+13,2%), nel Nord-Ovest (+8,8%), nelle Isole (+7,5%) e al Centro (+5,1%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+42,0%), la Calabria (+25,2%), l’Emilia-Romagna (+22,3%) e la Liguria (+18,7%), mentre per i decrementi solo la provincia autonoma di Bolzano (-2,4%).

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente maschile, che registra un +10,9% (da 17.988 a 19.942 casi), sia a quella femminile, con un +8,6% (da 18.238 a 19.800). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+12,8%) e quelle degli italiani (+8,9%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+17,7%), 20-29enni (+12,3%), 30-44enni (+8,2%) e 45-59enni (+7,6%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 97 contro le 107 del 2025 (-10 casi), in aumento rispetto ai casi registrati in tutti gli anni del quinquennio 2020-2024 e in riduzione sul 2019 (-15 decessi).

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 28,6% del 2019 al 26,9% del 2026 (è stata del 28,3% nel 2025).

La gestione Industria e servizi scende da 98 a 88 denunce mortali, l’Agricoltura sale da sette a nove, mentre il Conto Stato passa da due decessi e nessun caso.

Dall’analisi territoriale emergono incrementi nelle Isole (da 7 a 11) e cali nel Nord-Ovest (da 31 a 23), al Sud (da 20 a 15) e nel Nord-Est (da 25 a 24); il Centro presenta 24 decessi in entrambi i periodi.

Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 18 a 12, quelle dei lavoratori da 89 a 85. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 76 a 65), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 31 a 32). L’analisi per classi di età mostra in particolare incrementi nella fascia dai 25 ai 34 anni (da 15 a 21 denunce mortali) e per i 45-49enni (da 8 a 12), e cali per i 35-44enni (da 21 a 13) e 50-59enni (da 34 a 26).

 

DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di maggio 2026 sono state 47.748, in aumento del 5,7% rispetto alle 45.159 dei primi cinque mesi del 2025.

Delle circa 48mila denunce di infortunio, 463 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 54% rispetto a maggio 2025.

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate a maggio 2026. Il 42% interessa le studentesse (+5,3% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+6,0%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +10,8% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +14,6%), Veneto (12%; +3,1%) e Piemonte (10%; +1,4%).

Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.

Dieci i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di maggio 2026, erano otto nel 2025.

Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni denunciati come mortali e per quelli avvenuti durante i percorsi “formazione scuola-lavoro”, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.

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Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro il mese di maggio 2026 sono state 261.389, in aumento del 5,5% rispetto alle 247.681 di gennaio-maggio 2025. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 370 contro 386 (-4,1%).

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi cinque mesi del 2026 sono state 49.522, +7.139 casi rispetto al pari periodo 2025 (+16,8%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto ai primi cinque mesi degli anni precedenti.

I dati rilevati a maggio di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+18,1%, da 34.840 a 41.141 casi), Agricoltura (+10,7%, da 7.225 a 7.997) e Conto Stato (+20,8%, da 318 a 384).

L’aumento interessa le Isole (+19,6%), il Centro (+17,8%), il Nord-Est (+17,4%), il Nord-Ovest (15,5%) e il Sud (+15,0%).

In ottica di genere si rilevano 5.200 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 31.513 a 36.713 (+16,5%), e 1.939 in più per le lavoratrici, da 10.870 a 12.809 (+17,8%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 38.587 a 44.976 (+16,6%), sia quelle degli stranieri, da 3.796 a 4.546 (+19,8%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi cinque mesi 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

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