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GRUPPO CONSILIARE PAT LA CIVICA * POLIZIA LOCALE: «SERVONO VISIONE, CAPITALE UMANO E UNA NUOVA GOVERNANCE TERRITORIALE»

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14.13 - venerdì 29 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Servono visione, capitale umano e una nuova governance territoriale”: ampia partecipazione alla serata de La Civica sui 20 anni della L.P. 8/2005. Grande partecipazione ieri sera all’incontro promosso dal Gruppo consiliare provinciale La Civica dal titolo “20 anni di L.P. 8/2005 – Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della Polizia Locale”, dedicato alle prospettive attuali e future della Polizia Locale nella Provincia autonoma di Trento.

In un momento storico in cui i temi della sicurezza urbana, della presenza istituzionale nei territori e della coesione delle comunità stanno assumendo un peso sempre maggiore, il gruppo consiliare ha voluto promuovere un’occasione di confronto pubblico non ideologico ma concreto, mettendo al centro il futuro della Polizia Locale trentina e il ruolo strategico che essa sarà chiamata a svolgere nei prossimi anni.

Ad aprire i lavori è stata la consigliera provinciale Vanessa Masè, che ha chiarito fin da subito l’impostazione della serata: non un convegno “a tesi”, ma uno spazio aperto di confronto, nel quale amministratori, comandanti, studiosi e operatori potessero portare liberamente esperienze, criticità e visioni per il futuro del sistema trentino della sicurezza locale.
Nel corso della serata è stato ricordato dal Presidente dell’ANVU Marco Santoni come la legge provinciale del 2005 abbia rappresentato una svolta importante per l’organizzazione della Polizia Locale trentina.

Oggi, però, a vent’anni di distanza, emerge con forza la necessità di una riflessione aggiornata rispetto ai profondi cambiamenti vissuti dai territori. Tra i temi maggiormente emersi vi è stato quello della carenza di capitale umano e della difficoltà crescente nel reperire personale. Un problema trasversale che interessa molti corpi di Polizia Locale e che rischia di compromettere la capacità di presidio del territorio. È stato inoltre evidenziato come gli attuali finanziamenti provinciali, pari a circa 9 milioni di euro, non siano più sufficienti rispetto all’evoluzione delle competenze richieste ai corpi.

L’assessore provinciale Giulia Zanotelli ha sottolineato la necessità di affrontare il tema con approcci differenziati a seconda della vocazione dei territori, evidenziando come il Trentino presenti realtà molto diverse tra loro e come servano modelli flessibili e aggregazioni territoriali capaci di garantire presenza e servizi anche nelle aree più periferiche.
Sul tema della governance è intervenuto anche il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali Michele Cereghini, ricordando come Provincia e Comuni stiano lavorando insieme alla revisione dei criteri organizzativi del sistema. Centrale il tema del presidio territoriale e della capacità di dare risposte anche ai territori che oggi risultano meno coperti dai servizi di Polizia Locale.

Molto apprezzato il dialogo tra il ricercatore dell’Università di Trento Vincenzo Desantis e il vice commissario Arianna Tamburini, che hanno approfondito il tema della sicurezza urbana come nuova frontiera dell’azione della Polizia Locale. È emerso con chiarezza come oggi la Polizia Locale non sia più soltanto chiamata a svolgere funzioni tradizionali di vigilanza, ma operi quotidianamente su problematiche sempre più complesse: degrado urbano, disagio sociale, conflitti di vicinato, sicurezza ambientale, protezione civile, gestione dei flussi turistici, presidio delle comunità e collaborazione con le altre forze dell’ordine.

Particolarmente significativa la testimonianza operativa portata dalla comandante Tamburini sull’esperienza della gestione associata della Bassa Valsugana e Tesino, indicata come modello capace di offrire una visione complessiva del territorio e una maggiore efficacia operativa, anche grazie all’utilizzo condiviso di strumenti tecnologici avanzati e sistemi di videosorveglianza.

Di forte interesse anche l’intervento di Gianluca Albertazzi, direttore del Servizio Polizia Locale della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha portato l’esperienza di altri modelli regionali, insistendo sulla necessità di costruire una vera visione strategica della Polizia Locale dei prossimi vent’anni. Albertazzi ha evidenziato come non bastino interventi normativi frammentati, ma serva una riforma organica capace di rafforzare il coordinamento territoriale, valorizzare il ruolo della Polizia Locale come “polizia di comunità” e costruire sistemi integrati in grado di affrontare le nuove sfide della sicurezza urbana.

A chiudere il confronto sono stati i contributi dei sindaci e dei comandanti invitati al tavolo che hanno restituito con grande concretezza la varietà e la complessità delle realtà trentine: dai territori turistici chiamati a gestire flussi sempre più consistenti, alle aree montane e periferiche dove il presidio rappresenta spesso uno dei principali punti di riferimento istituzionali per le comunità locali. Sono emerse le sfide legate ai grandi eventi come le Olimpiadi passate, ma anche le difficoltà quotidiane dei piccoli comuni, tra carenza di organici, necessità di coordinamento, nuove esigenze di sicurezza urbana e crescente richiesta di prossimità da parte dei cittadini. Un confronto che ha evidenziato come il tema della Polizia Locale riguardi sempre più la capacità complessiva delle istituzioni di garantire presenza, ascolto e coesione territoriale.

“La serata – commenta Vanessa Masè – ha dimostrato quanto il tema della Polizia Locale sia oggi centrale non solo sul piano della sicurezza, ma anche della coesione territoriale, della qualità della vita e della capacità delle istituzioni di essere realmente vicine alle comunità. È emersa con forza la necessità di lavorare a una visione moderna, concreta e territoriale del sistema trentino della Polizia Locale, partendo dall’ascolto di chi ogni giorno opera sul campo”.

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