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GEROSA E BIADA (FDI) * FINE VITA: «SERVE UNA DISCIPLINA NAZIONALE, PER GARANTIRE UNIFORMITÀ E CERTEZZA DEL DIRITTO»

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19.53 - domenica 7 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Fine vita: è necessaria una cornice normativa nazionale unica, il rischio è il “turismo del fine vita”. In merito al dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane sulla possibilità di un intervento normativo provinciale in materia di fine vita, riteniamo doveroso esprimere la posizione di Fratelli d’Italia del Trentino, che abbiamo condiviso anche nel corso del recente coordinamento regionale del partito.

Quando si affrontano questioni che coinvolgono i valori fondamentali della persona, la vita, la dignità umana, la salute e gli spazi di esercizio di tali diritti, il ruolo di chi rappresenta una forza politica impone una responsabilità che va oltre le convinzioni individuali, nella convinzione poi che sarebbe irresponsabile innescare una “tifoseria” nel merito, affrontando il tema sul piano strettamente della sensibilità personale. Al contrario, pur nel rispetto delle sensibilità individuali, riteniamo di circoscriverne la trattazione esclusivamente nell’ambito del ruolo istituzionale e politico che siamo chiamati a svolgere.

La nostra posizione è che una materia così delicata debba essere disciplinata attraverso una cornice normativa che abbia efficacia sull’intero territorio nazionale. Riteniamo, infatti, che questioni di questa portata, che incidono su diritti, doveri e principi fondamentali, richiedano uniformità di trattamento e certezza del diritto per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal territorio in cui risiedono.

L’eventuale presenza di discipline differenti tra territori, nei nostri addirittura all’interno della stessa regione, rischierebbe di generare disparità, incertezze interpretative e situazioni che potrebbero finanche legittimare un “turismo del fine vita”, con cittadini che transiterebbero da una regione o provincia all’altra per beneficiare delle differenze normative. Una prospettiva che riteniamo non auspicabile oltre che inopportuna su un tema che necessita, invece, di equilibrio, chiarezza e omogeneità.
Il confronto politico e istituzionale su queste questioni merita rispetto, serietà e senso di responsabilità. Per questo il nostro auspicio è che il dibattito possa svilupparsi senza strumentalizzazioni e con la consapevolezza che temi di tale rilevanza richiedano un approccio condiviso e una riflessione che coinvolga l’intero Paese.

Deve essere, inoltre, considerato che l’ordinamento italiano già consente, in presenza di determinati presupposti previsti dalla legge, il rifiuto o l’interruzione dei trattamenti sanitari, con conseguenze che possono incidere sull’evoluzione della malattia e sull’esito finale del percorso clinico. Anche per questo motivo riteniamo che ogni ulteriore intervento in materia debba essere affrontato all’interno di una disciplina nazionale organica e uniforme, capace di garantire uguaglianza di trattamento e certezza del diritto per tutti i cittadini.

Proprio perché siamo di fronte a una materia estremamente complessa e delicata, riteniamo che il confronto debba svilupparsi con un approccio rigoroso e di un ascolto il più possibile ampio e qualificato. In questa direzione va il lavoro avviato anche da parte di Fratelli d’Italia in seno alla competente Commissione consiliare, dove sono state individuate e proposte specifiche audizioni finalizzate ad acquisire contributi, valutazioni e competenze da parte di soggetti qualificati sotto il profilo medico, giuridico, etico e sociale. Con la convinzione che non siano necessarie accelerazioni di alcun tipo.

Riteniamo infatti che su questioni che investono la dignità della persona, i diritti individuali e le responsabilità delle istituzioni sia necessario sottrarsi a semplificazioni e contrapposizioni ideologiche, privilegiando invece un percorso di approfondimento serio e responsabile, per tutto il tempo necessario. Anche alla luce di questi elementi, la nostra posizione secondo la quale l’eventuale definizione di una disciplina in materia debba trovare una cornice normativa nazionale che parta dal Parlamento, capace di garantire uniformità, certezza del diritto e parità di trattamento per tutti i cittadini.

Fratelli d’Italia continuerà a contribuire al confronto con spirito costruttivo, nel rispetto delle istituzioni e della sensibilità che una materia così complessa e delicata richiede, e che tocca il vissuto più intimo delle persone e delle famiglie.

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Francesca Gerosa
Presidente Fratelli d’Italia Trentino

Daniele Biada
Capogruppo in Consiglio provinciale

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