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GENERAZIONE TRENTO * SICUREZZA: “LA SOLA PRESENZA DELL’ESERCITO IN CITTÀ NON È LA SOLUZIONE, SERVE UN APPROCCIO INTEGRATO”

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13.58 - domenica 14 settembre 2025

Esercito in città: la politica riscopre un tema dimenticato.

Per anni la questione “esercito a presidiare Trento” è rimasta sospesa: una richiesta del sindaco, qualche dichiarazione spot, poi silenzio. Nessuno aggiornamento, nessun sollecito, nessuna trasparenza. Tutti contenti così: chi voleva i militari si teneva la promessa fatta, chi non li voleva si consolava con l’assenza di fatti concreti.

Poi la situazione è peggiorata. I cittadini segnalano insicurezza, furti, spaccate, degrado. E quando la politica non affronta un problema, il problema non scompare: si ingigantisce.

La destra oggi rivendica la paternità dell’idea e accusa i ritardi. AVS e sinistra ribadiscono che la risposta deve stare nel sociale, nell’accoglienza, non nei militari. Nel mezzo, il sindaco prova a smussare: “Esercito? Solo in vista delle Olimpiadi.” Una giustificazione che suona più come toppa che come soluzione.

In questo scenario si inserisce Generazione, lista civica che non ha voluto giocare al rimpallo delle colpe. Non ci interessava dire “chi ha ragione” o “chi ha sbagliato”, ma capire a che punto fosse la richiesta rimasta per anni nel cassetto. Abbiamo fatto un’interrogazione, posto domande scomode, e guarda caso – proprio allora – la questione è tornata improvvisamente sui giornali.

Certo, può sembrare paradossale: chi ha chiesto chiarezza oggi deve fare i conti con la propria parte politica di riferimento, spesso contraria a qualunque forma di militarizzazione della città. Ma noi non ci nascondiamo: se l’insicurezza cresce, significa che qualcosa non ha funzionato.

La verità è semplice: il problema non si risolve ignorandolo o minimizzandolo. Servono presidi reali sul territorio, una strategia di prevenzione, coordinamento tra forze dell’ordine e comunità. Dire che “va tutto bene” non basta più.

Ed è qui che vogliamo essere chiari: la presenza dell’esercito, da sola, non è la soluzione. Serve un approccio integrato.

Ma prima ancora di discutere di soluzioni, serve chiarezza: dovremmo conoscere quali risposte siano arrivate lo scorso anno alla richiesta di impiego dell’esercito e quali arriveranno ora, a seguito della nuova domanda del sindaco. Perché continuare a evocare una misura senza sapere se sia stata mai valutata o rifiutata dalle autorità competenti alimenta solo confusione.

Inoltre, va detto chiaramente: le Olimpiadi non si svolgeranno a Trento né in Trentino. Usarle come argomento per giustificare la presenza dei militari appare pretestuoso.

Il punto vero è un altro: manca un controllo effettivo da parte di chi dovrebbe garantirlo. Si finisce così per invocare l’esercito, che invece ha altri compiti istituzionali e non può diventare la risposta ordinaria ai problemi di sicurezza urbana.

Maggiore presenza delle forze di polizia sul territorio, con pattugliamenti costanti e un coordinamento più efficace tra le istituzioni.

Prevenzione e inclusione sociale, perché le radici del degrado non si affrontano solo con divise e pattuglie, ma anche con politiche che sostengano le fasce più fragili ed evitino nuove marginalità.

Videosorveglianza diffusa e funzionale, capace di prevenire i reati e rendere più efficaci le indagini, integrando gli impianti pubblici con quelli privati, soprattutto nei negozi e nelle attività economiche.

Illuminazione e riqualificazione urbana, per rendere le vie più sicure e vivibili, scoraggiando il degrado.

Un vero patto di comunità tra istituzioni, commercianti e cittadini, perché la sicurezza non è solo ordine pubblico, ma anche vitalità dei quartieri, qualità della vita e tutela del lavoro.

Perché se c’è un insegnamento che dovremmo recuperare è questo: la sicurezza non può essere terreno di scontro ideologico tra destra e sinistra, ma un obiettivo condiviso. Un impegno reciproco per mettere le persone al centro, non le appartenenze di partito.

Generazione Trento
*
Martina Margoni
Claudio Geat

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