(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Portela, basta promesse! Ora servono fatti. Da troppi anni il quartiere soffre una situazione che i cittadini definiscono ormai senza mezzi termini insostenibile. È arrivato il momento di smetterla con promesse e dichiarazioni di principio: servono fatti.
A oltre due mesi dalle ammissioni del sindaco sulla situazione di degrado nell’area della Portela, Torre Vanga, piazza Leonardo da Vinci e via Prepositura, non si registrano ancora passi concreti da parte dell’amministrazione comunale.
Nel corso del dibattito a mezzo stampa, il primo cittadino aveva riconosciuto l’esistenza delle criticità della zona e aveva annunciato la volontà di aprire un Tavolo di confronto tra istituzioni e soggetti coinvolti. Un impegno che, ad oggi, è rimasto sulla carta.
Nel frattempo la situazione continua a peggiorare. In particolare nella stradina che conduce alla Casa della Giovane e alle strutture limitrofe continuano a registrarsi episodi di spaccio e consumo di stupefacenti, presenza di rifiuti e condizioni di grave degrado in uno spazio urbano nel cuore della città, a pochi passi da importanti monumenti storici e culturali e che ospita anche funzioni sociali ed educative rilevanti, tra cui la scuola dell’infanzia Zanella.
Nell’ottobre 2025 abbiamo avevamo presentato in Consiglio comunale una mozione che affrontava questi temi e che chiedeva conto anche dei percorsi di autonomia per le ospiti della Casa della Giovane. Ad oggi molti degli impegni assunti non sono stati avviati, e il tavolo annunciato dal sindaco due mesi fa resta lettera morta.
Dal novembre 2025 siamo inoltre in attesa di un incontro con il nuovo direttivo della Casa della Giovane. Un appuntamento chiesto più volte e mai accordato. Questo silenzio non può che sollevare interrogativi sulla reale volontà di affrontare con trasparenza la situazione della struttura e il contesto problematico nel quale essa è inserita.
Se la Casa della Giovane è davvero un’eccellenza del sistema sociale trentino, come spesso viene sostenuto, lo dimostri ora, aprendo un confronto reale e assumendosi pienamente le proprie responsabilità.
Non è più accettabile limitarsi a riconoscere l’esistenza dei problemi senza mettere in campo interventi concreti. Il presidio fisso della polizia locale in piazza Leonardo da Vinci, più volte richiamato dall’amministrazione, non appare sufficiente a contrastare fenomeni che si concentrano proprio nelle aree meno visibili e negli orari meno controllati.
Il quadro complessivo che emerge è preoccupante: una struttura fragile, una governance incerta e istituzioni che faticano ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. In qualità di rappresentanti istituzionali riteniamo doveroso denunciare questa situazione e chiedere interventi immediati.
Non stiamo chiedendo favori. Stiamo chiedendo che le istituzioni facciano il loro dovere.
Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di passare finalmente dalle parole ai fatti. Occorre convocare al più presto il Tavolo di confronto pubblicamente annunciato due mesi fa, coinvolgendo Casa della Giovane, Comune, Provincia, servizi sociali, asilo Zanella, Fondazione Demarchi, forze dell’ordine e residenti.
Servono inoltre misure efficaci sul piano della sicurezza, con controlli mirati e interventi regolari della polizia locale in collaborazione con le altre forze dell’ordine.
È necessario vigilare sui percorsi concreti di autonomia e reinserimento per le ospiti della Casa della Giovane, anche attraverso protocolli di verifica da parte della Provincia sulla coerenza tra fondi ricevuti e risultati ottenuti.
Infine, chiediamo che il Comune si faccia promotore dell’installazione del cancello di accesso alla famigerata stradina, deliberato all’unanimità dai condomini che si affacciano sulla zona e il cui iter risulta oggi bloccato presso l’asilo Zanella, senza spiegazioni comprensibili. La riqualificazione di una parte così delicata del centro storico non può essere rinviata all’infinito né affidata a interventi episodici. Servono scelte chiare, continuità nell’azione e la volontà politica di affrontare seriamente una situazione che da troppo tempo viene segnalata, ma che continua a rimanere irrisolta.
Il tempo delle promesse è finito. Ora servono risposte!
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Martina Margoni – Claudio Geat
Generazione Trento
