(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il comparto agricolo delle sue componenti tecniche e sociali sta in questi giorni osservando con particolare preoccupazione, l’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Edmund Mach, avvenuto lo scorso 12 febbraio. A tal proposito sono molti gli interrogativi che da più parti sono stati fatti arrivare anche alla mia persona.
Convergono tutti su una particolare richiesta. Quella di esercitare quello stimolo e quel presidio che i consiglieri di minoranza sanno garantire.
La FEM sta attraversando una fase delicata: le scelte di oggi incideranno sulla sua identità e sulla sua capacità di restare, anche in futuro, un punto di riferimento per ricerca, formazione e innovazione. In questo contesto ho presentato un’interrogazione dedicata al settore zootecnico, un ambito strategico che merita di tornare al centro dell’agenda. Parliamo di una filiera essenziale per l’agricoltura trentina, tra le più fragili e bisognose di un supporto tecnico qualificato.
Il mio intento non è creare contrapposizioni, ma richiamare l’attenzione su ciò che la FEM deve continuare a rappresentare: ricerca applicata, formazione d’eccellenza, dialogo costante con il territorio. Un’istituzione che non guarda indietro né si chiude su interessi particolari, ma che mantiene viva la propria missione e la orienta verso il futuro. L’interrogazione depositata così come altri atti politici di interesse generale vuole essere uno stimolo e un invito costruttivo al nuovo CdA.
Mi piacerebbe offrire un contributo al superamento degli ostacoli affinché la Fondazione possa lavorare con una visione chiara, capace di tenere insieme la sua storia e le sfide che attendono il settore agricolo. Insegnanti, ricercatori, formatori, studenti e famiglie hanno sempre riconosciuto nella FEM un motore di crescita e innovazione.
È a questo orizzonte che dobbiamo tornare a guardare.Il territorio si aspetta un cambio di passo, non una continuità silenziosa. La FEM ha tutte le potenzialità per esserlo ancora: un’istituzione autonoma, competente, capace di guidare e non solo amministrare. Sta alla nuova governance dimostrarlo con scelte trasparenti e orientate al bene comune.
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Paola Demagri
consigliera provinciale Casaautonomia.eu
