(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Manifestazione anti-remigrazione, Galateo: “Da SVP un messaggio sbagliato”. L’annunciata partecipazione della parte di sinistra della SVP, la Soziale Mitte e del Presidente della Provincia Arno Kompatscher al contro-presidio antifascista previsto in occasione della manifestazione del 28 febbraio, indetta dal Comitato nazionale “Remigrazione e Riconquista” (che non ha nulla a che vedere con Fratelli d’Italia, questo va precisato) rappresenta un segnale politico alquanto inopportuno.
Su un piano giuridico, parlare di “remigrazione” non significa in alcun modo evocare deportazioni di massa con tragici richiami alla Shoah. L’Olocausto rappresenta una ferita indelebile della storia europea, una barbarie che merita condanna assoluta e rispetto profondo verso il popolo ebraico e tutte le vittime di quella persecuzione. Proprio per la gravità di quella tragedia, ogni accostamento improprio rischia di banalizzarne l’orrore. Si tratta invece di una proposta di coadiuvare il rientro nei Paesi di origine a titolo volontario.
In qualsiasi Stato di diritto, i cittadini stranieri che si rendono responsabili di reati gravi – dallo spaccio di droga allo stupro, fino all’omicidio – sono soggetti a provvedimenti di espulsione e accompagnamento alla frontiera nel rispetto delle norme vigenti.
E ancora peggio il dato sui richiedenti asilo che commettono reati. Perché se è doveroso aiutare chi scappa dalla guerra, dalla fame e dalla persecuzione, è altrettanto doveroso garantire la sicurezza a tutti i cittadini perbene. Questo non è estremismo, ma buon senso. I dati sulla rappresentanza di cittadini stranieri nella popolazione carceraria e quelli sui reati in genere commessi da stranieri sono sotto gli occhi di tutti, in primis sotto gli occhi di chi, straniero in Italia, lavora regolarmente e svolge un ruolo importante nel tessuto economico anche locale.
Il diritto di manifestare è garantito per chiunque dalla nostra Costituzione. Non può essere considerato legittimo solo quando a scendere in piazza è una certa parte politica, tollerata dalla cultura di sinistra anche quando devasta e assalta le Forze dell’Ordine e diventare improvvisamente discutibile quando le idee espresse non coincidono con quelle della sinistra stessa. La libertà di espressione e di riunione deve valere senza filtri ideologici e senza doppie misure.
Abbiamo già visto in altre parti di Italia che manifestazioni come questa possono diventare teatro di scontri e violenza anche contro chi garantisce la pubblica sicurezza. Mi auguro di non vedere le stesse scene anche sulle nostre strade.
Proprio per questo la decisione di rappresentanti istituzionali di partecipare a un corteo che vorrebbe vietare il diritto di manifestare a chi la pensa diversamente assume un significato politico che va oltre la semplice presenza personale. Se il Vicepresidente della Provincia decidesse di partecipare a una manifestazione collocata sul fronte opposto, quale sarebbe la reazione?
Lo ha dichiarato il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Marco Galateo.
