(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Singolare l’atteggiamento di quelle fazioni partitiche che osannano i protagonisti del fu terrorismo altoatesino, che però si strappano negativamente le vesti per Benito Mussolini; dopotutto il bilancio di trentadue anni di guerriglia, dal 20 settembre del 1956 al 30 ottobre del 1988. 361 attentati con esplosivi, raffiche di mitra, mine. 21 morti, di cui 15 membri delle forze dell’ordine, due cittadini comuni e quattro terroristi, dilaniati dagli ordigni che stavano predisponendo. 57 feriti: 24 fra le forze dell’ordine, 33 privati cittadini. Durante il regime fascista, in Alto Adige per divergenze politiche si registrarono ben 4 morti!!
Inoltre, un altro sempre verde blaterare, imputa a Mussolini il cambiamento della toponomastica altoatesina; in realtà esso s’inscrive nel solco dell’opera di assimilazione italiana dei territori conquistati sul finire delle guerre d’indipendenza e (in ultima analisi) dopo la Prima guerra mondiale; suo primo promotore fu il primo ministro Giovanni Giolitti, nel corso del quinto esecutivo da lui presieduto. Il repertorio toponomastico approntato dal Prontuario fu quindi ulteriormente implementato sotto i governi Bonomi e Facta e ufficialmente ratificato mediante il Regio decreto del 29 marzo 1923, n. 800, firmato da Benito Mussolini, cinque mesi dopo l’insediamento del suo governo.
Che piaccia o no, azioni di questo genere, in passato erano la normalità; Maria Teresa d’Austria innescò un processo di germanizzazione degli elementi etnici latini e LADINI, tant’è che il nome dell’attuale presidente dell’Alto Adige kompatscher è d’origine ladina Ciampac; in tal senso va ricordato l’ulteriore inasprimento voluto da Francesco Giuseppe con decreto imperiale de 12 novembre 1866.
Dopotutto, per alcuni elementi -sempre più marginali- antifascisti altoatesini, nella realtà si cela l’ODIO antitaliano, dimenticando che fino a Francesco II, erano sudditi di imperatori del Sacro Romano impero Re dei Romani.
A rendere ancora più stucchevole l’antifascismo psichiatrico, la scelta di ergere a loro paladina, la fu criminale Clara Marchetto.
La sala di rappresentanza della Regione Trentino-Alto Adige sarà intitolata a Clara Marchetto. Clara Marchetto, condannata per spionaggio da un tribunale durante il governo monarchico fascista; nel 1953 quando a capo del governo democratico vi era il suo compaesano Alcide Degasperi, il tribunale della repubblica confermò la condanna per spionaggio di Clara Marchetto a 15 anni; la delinquente invece di scontare la pena, fuggì in Francia, paese per il quale la Marchetto “lavorava” come spia.
Dopotutto, alcuni italiani e alto atesini sono comunemente rappresentati da un pensiero sempre attuale formulato da Wiston Churchill: «Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure, questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti…».
*
Emilio Giuliana Futuro Nazionale comitato – 214 Trento
